Due presidenti e un uomo prossimo alla latitanza: lo scenario dell’incontro è quello delle splendide coste della costa Smeralda. I protagonisti: Silvio Berlusconi, il presidente panamense Ricardo Martinelli e il faccendiere Valter Lavitola. La data oscilla tra il 18 e il 20 agosto. Bisogna tenere d’occhio il calendario. Mancano circa tre giorni allo scoop di Panorama che, con un’anticipazione siglata il 24 agosto, rivela che Lavitola è indagato a Napoli, con Gianpi Tarantini, per estorsione ai danni di Berlusconi. Di più: Panorama annuncia che i pm napoletani hanno formulato delle richieste al gip, Amelia Primavera, che sta studiando l’incartamento. E chi conosce il linguaggio giudiziario lo sa bene: tra le “richieste” esiste anche quella d’arrestare l’indagato. Un ultimo dettaglio: Panorama – che è edito dalla Mondadori e quindi appartiene alla famiglia Berlusconi – ha chiuso l’ultimo numero in edicola il 16 agosto.

La settimana in cui lavora sullo scoop è quella tra il 17 e il 23 agosto. E nell’articolo si precisa che l’indagine parte da un’inchiesta napoletana su Finmeccanica. Parliamo del colosso dell’industria italiana che, proprio a Panama e attraverso Lavitola, pochi mesi prima ha chiuso un affare da 180 milioni di euro. Alla luce di queste notizie, lo scenario si può ricostruire in tutt’altra luce, visto che all’incontro in Sardegna partecipano nell’ordine: Silvio Berlusconi (che in quel momento, dalla procura di Napoli, viene considerato l’estorto), Valter Lavitola (all’epoca considerato l’estorsore) e Martinelli (il presidente panamense, che con Berlusconi, ha firmato l’accordo che dà il via libera all’affare di Finmeccanica chiuso da Lavitola). Il Fatto Quotidiano è in grado di rivelare l’esistenza di quest’incontro perché ha incrociato le testimonianze di più fonti. Abbiamo provato a chiederne conto, attraverso il suo avvocato Gaetano Balice, allo stesso Valter Lavitola. Abbiamo provato a contattare Claudia Ioannucci, ex parlamentare di Forza Italia e consigliera delle Poste Italiane che, proprio in quei giorni, chiuse un memorandum d’intesa con Martinelli e le Poste Panamensi. “Per discrezione non posso dirle dove ci siamo incontrati”, ci rispose Ioannucci due settimane fa, ieri le abbiamo lasciato un messaggio: avremmo voluto chiederle se c’era anche Berlusconi e se l’accordo è stato chiuso in Sardegna. Mentre scriviamo non siamo stati contattati. Stesso risultato con la segreteria del presidente Martinelli e con il suo portavoce Adolfo de Obarrio. Perché tanto riserbo e tanto mistero su quest’incontro? Perché, di una visita tra due capi di Stato, non c’è traccia nell’agenda ufficiale?

Il passaggio di Martinelli in Italia viene registrato da due notizie. La prima: il memorandum chiuso con le Poste Panamensi, la domenica del 21 agosto, con l’a.d. di Poste Italiane, Massimo Sarmi, che Martinelli non incontra di persona, ma ci parla soltanto per telefono. La seconda: un articolo del quotidiano La Prensa. Tutto qui. Eppure anche la figura di Ioannucci è interessante. Fino a pochi mesi fa, infatti, la società Irec era nelle sue mani. Poi passa a una donna brasiliana di 27 anni: Danielle Louzada. È la stessa Danielle Louzada che risulta “tesoriera” di un’altra società, questa volta panamense, che si chiama Agafia. Una società che, in questa storia, bisogna tenere a mente: è l’anello di congiunzione con Finmeccanica e gli affari panamensi chiusi attraverso Lavitola e il ruolo attivo del governo Berlusconi. Vedremo perché. Intanto annotiamo che il presidente della Agafia è un’altra donna: Karen Yzell de Gracia Castro. Una donna molto vicina a Lavitola: al Fatto Quotidiano risulta che il 21 agosto – proprio mentre Martinelli, per il tramite di Ioannucci, chiude l’intesa con le Poste Italiane – Lavitola prenota un viaggio per Barcellona: biglietto di sola andata per due persone: Valter prenota il volo anche per Karen de Gracia. La partenza è prevista per il 28 agosto. Siamo al 21 agosto: Lavitola ha già incontrato Martinelli e Berlusconi in Sardegna ma per lo scoop di Panorama, alla sua pubblicazione, mancano ancora tre giorni.

L’Agafia – nata appena una settimana dopo l’accordo tra Martinelli e Berlusconi – doveva occuparsi operativamente della commessa sul sistema di contrasto al narcotraffico a Panama per le tre società italiane controllate da Finmeccanica: Agusta Westland per gli elicotteri, Telespazio per la cartogtrafia dal satellite e Selex sistemi integrati per i sistemi radar. In base alle regole interne a Finmeccanica, la società panamense che fa da interfaccia, non deve avere al suo interno soci italiani. E infatti non ne ha. Ma presidente e tesoriere dell’Agafia – che sulla commessa da 180 milioni può guadagnare circa il 10 per cento – figurano Karen e Danielle.

Karen è molto vicina a Lavitola – alcuni la indicano come sua compagna – e passa per essere la nipote del presidente Martinelli. Di lei – in un interrogatorio ai pm napoletani – parla anche Nicla Tarantini, la moglie di Gianpi, che riferendosi a Lavitola dice: “So era amico del presidente di Panama, è stato fidanzato con la nipote del Presidente, tale Karen e mi sa che lavora pure con lui questa Karen”. E infatti dalle intercettazioni Karen sembra davvero l’interfaccia tra Lavitola e Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica. Dice Lavitola: “Bisogna mandare a questo sia la lettera di AGASIA … che gliela manderà KAREN, sia la lettera mia …che è la lettera di VI ELLE (VL è la società di Lavitola, ndr)… dopo di che …bisogna mandare a … POZZESSERE… la copia della ..delle lettere firmate da KAREN …”. Karen però si lega anche a Danielle Louzada che, oltre a essere tesoriere della Agafia – e amministratore della Irec, società un tempo gestita da Ioannucci – è collegata ad altri due uomini vicini a Lavitola. Parliamo di Enzo Valori e Alexander Herodoto de Campos. Il primo – socio di Danielle nella Green World Group e Latina Media Corporation – pare collegarsi ai 500mila euro che dovrebbero girare, attraverso Berlusconi, da Lavitola a Tarantini: dalle intercettazioni si scopre che 50mila, dei 100mila euro ricevuti da Lavitola, devono essere dati “a Enzo Valori che dovrà conservarli per la pescheria”.

Herodoto è invece segretario della Agafia. E per Herodoto e Danielle Louzada, Lavitola chiede, all’ambasciatore italiano in Brasile, il 5 agosto, il rinnovo del passaporto e una dichiarazione del titolo di studio. E definisce Herodoto – segretario della Agafia, che punta al 10 per cento della commessa di Finmeccanica da 180 milioni – come il suo “partner commerciale”. Un partner commerciale, l’Agafia, che per l’affare chiuso da Lavitola – consulente di Finmeccanica per soli 35mila euro – avrebbe potuto guadagnare diversi milioni.

di Francesca Biagiotti e Antonio Massari

dal Fatto Quotidiano del 16 ottobre

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