“La Siria non fermerà la sua lotta ai gruppi terroristici armati che uccidono i civili e le forze di sicurezza e destabilizzano il Paese”. E’ questo il messaggio che il presidente siriano Bashar al-Assad ha rivolto oggi al ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu nel corso del loro incontro a Damasco.

Un ‘impegno’, riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Sana, che secondo Assad è fondamentale proseguire “al fine di proteggere la stabilità della nazione e di garantire la sicurezza dei suoi cittadini”. Sul piano politico, invece, il capo di Stato siriano ha dichiarato che Damasco “allo stesso tempo è determinata a continuare i suoi passi verso una riforma inclusiva ed è aperta a qualsiasi forma di assistenza dai Paesi fraterni e amici”. Dal canto suo, sempre secondo la Sana, il ministro degli Esteri turco ha detto ad Assad di non portare messaggi di nessuno. “Per la Turchia è importante la sicurezza e l’integrità della Siria”, ha detto Davutoglu sottolineando che, “dati i rapporti strategici tra i due Paesi, ritengo che qualsiasi evento accada in un Paese riguardi anche l’altro”.

Ma secondo l’emittente Al-Jazeera, Davutoglu si sarebbe spinto oltre e avrebbe apertamente criticato la politica repressiva di Assad. La Siria deve ”interrompere immediatamente” il fuoco sulla popolazione: così avrebbe detto il ministro degli esteri turco a Damasco. Il regime siriano, ha detto ancora il ministro, “ha commesso un grave errore a compiere atti deplorevoli durante il mese sacro di Ramadan”. “I prossimi giorni – ha aggiunto – saranno critici per la Siria. Vogliamo una soluzione pacifica e che sia il popolo siriano a decidere il proprio destino”.

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