Da Strasburgo l’eurodeputata dell’Idv Sonia Alfano accusa il governo italiano di avere legalizzato la corruzione. La collega del Pdl Licia Ronzulli cerca di interromperla, urlando dall’altra parte dell’aula. Chiede Alfano: “Le vajasse sono anche al Parlamento europeo?”. E così l’epiteto sdoganato in Italia dal ministro Mara Carfagna per apostrofare Alessandra Mussolini arriva in Europa.

Alfano sta tenendo un discorso in aula. Accusa il governo italiano di avere ottenuto la fiducia con i voti di parlamentari di opposizione avvicinati dalla maggioranza “con promesse di ricandidature e soldi”. Ronzulli sbotta una prima volta, cerca di interrompere la rivale. Ma Alfano prosegue: “Stai zitta, perché non sei al Parlamento italiano. Shut up, si sta parlando di violazioni di diritti fondamentali. Nulla di nuovo in casa del corruttore Berlusconi”. Ronzulli continua a urlare dall’altro lato dell’emiciclo. E’ a questo punto che viene paragonata a una “vajassa”, cioè a una donna di bassa condizione sociale o peggio. E viene anche zittita dal presidente di turno dell’Europarlamento: “La smetta di parlare. Il suo atteggiamento non è appropriato, non può continuare a interrompere. Rispetto”. E poi ancora: “Questa è l’ultima volta che glielo dico. Se si alza di nuovo e interrompe la sessione, le chiederò di lasciare l’aula. E’ abbastanza chiaro?”. Ma Ronzulli non ci sta: si sente offesa e minaccia querela contro Sonia Alfano.

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