Presto le connessioni wi-fi potrebbero essere libere. Dopo il parlamento potrebbe muoversi anche il governo. Già il prossimo consiglio dei ministri potrebbe affrontare una modifica o un’abrogazione dell’articolo 7 della legge Pisanu, che, a fini antiterrorismo, prevede delle limitazioni ai servizi di accesso wireless pubblici. Lo ha spiegato il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta parlando dopo un convegno sull’innovazione del Telecom Italia Future Center di Venezia. “C’è un grande consenso politico – ha spiegato – Ci sono dei problemi di ordine nazionale e di coerenza internazionale, ma il ministro Maroni si è detto disponibile e penso che già dal prossimo cdm, se non già una modifica, ci sarà una discussione”.

Il decreto Pisanu – voluto dall’allora ministro dell’Interno per combattere il terrorismo – venne approvato dopo gli attentati alla metropolitana di Londra nel 2005. L’articolo 7 del decreto obbliga l’identificazione di chiunque usi una connessione internet pubblica, mentre chi mette a disposizione una rete aperta, dalle grandi stazioni agli internet point, deve ottenere un’autorizzazione alla questura, dotarsi di un software che conservi i dati delle connessioni e chiedere a chiunque si connette un documento d’identità.

Di recente molti partiti si sono espressi contro questo articolo che blocca la diffusione di internet. Per l’abolizione di questa norma presto verrà presentata una proposta firmata da Paolo Gentiloni del Pd, Luca Barbareschi di Futuro e libertà e Linda Lanzillotta dell’Api, ma molti altri politici hanno manifestato il loro supporto all’iniziativa.

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