Vittorio Feltri ha lasciato la direzione de Il Giornale ad Alessandro Sallusti, diventandone direttore editoriale. Un “avvicendamento già previsto – ha spiegato Sallusti, che non ha – assolutamente nulla a che fare con le polemiche di questi giorni”. La sostituzione alla guida del quotidiano di via Negri avviene però il giorno in cui il consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti deve esprimersi sul ricorso presentato da Feltri contro la sospensione di sei mesi inflittagli dall’ordine regionale della Lombardia per il caso Boffo. Ma è anche il giorno in cui potrebbe emergere con chiarezza che il castello montato per attaccare il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è fatto di carte false. Il metodo Boffo applicato a Fini. Con una eventuale aggravante: l’aver diffuso coscientemente documenti confezionati ad hoc per screditare la terza carica dello Stato.

L’ordine nazionale dei giornalisti non ha raggiunto alcuna decisione in merito al ricorso, rimandando la discussione alla prossima seduta. Se avesse accolto o respinto il ricorso la sanzione avrebbe avuto decorso immediato. La
sospensione dall’albo dei professionisti prevede, fra l’altro, il divieto di firmare come direttore responsabile la testata. E sul numero in edicola stamani nel colophon Sallusti e Feltri si sono invertiti gli incarichi. “Un riassestamento delle posizioni perché le riteniamo più efficaci – ha detto Sallusti – Feltri si occupa della linea del
Giornale, io mi occupo tutti i giorni della fattura”.

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