Caro Direttore,

vi è un Mezzogiorno, sempre più lontano dall’agenda politica nazionale e dal palcoscenico mediatico, che rischia di esplodere.

Castellammare di Stabia , Torre Annunziata e Torre del Greco sono l’esempio di come l’allarme sociale cresca, la situazione si faccia sempre più drammatica, la crisi economica mini la convivenza civile, senza che vi siano risposte adeguate e rapide.

Il nostro grido di allarme nasce da una lunga serie di segnali che si sono susseguiti in questi mesi, e dalla consapevolezza che dopo la pausa estiva molti nodi verranno al pettine. L’autunno caldo rischia di trasformarsi in un rogo sociale, tant’è che venerdì 5 settembre i lavoratori di Torre Annunziata manifesteranno presso la Regione Campania a Napoli ,gli operai della Fincantieri di Castellammare manifesteranno dalle 9,00 alle 13,00 sulla statale Sorrentina. Nella qualità di sindaci delle due Città non potremo che essere a fianco dei lavoratori.

Nell’area di crisi stabiese-torrese sono a rischio 2500 posti di lavoro, tutte le aziende dell’area hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, molti lavoratori sono in mobilità, l’indotto perde addetti continuamente.

In questi mesi sta crescendo il disagio economico di tante famiglie e, con esso, l’incertezza per il domani.

È in queste difficoltà e paure che la camorra può trovare spazio, ed è per questo che non si può più rinviare la risoluzione di situazioni di crisi e il rifinanziamento del Contratto d’area.

Su questo tema abbiamo trovato la disponibilità e l’accordo delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno chiesto già a febbraio la riapertura di un tavolo con il Governo nazionale per predisporre iniziative e strumenti dedicati, per affrontare una situazione drammatica ed eccezionale. Insieme ai sindacati siamo stati dagli assessori regionali, per chiedere un impegno affinché il Consiglio regionale della Campania garantisca un sostegno all’accompagnamento e alla formazione verso una nuova occupazione dei lavoratori dell’area stabiese-torrese ora coperti da ammortizzatori sociali.

Lo stesso presidente Bassolino, nel maggio scorso, con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri Scaloja e Sacconi, ha chiesto , purtroppo invano, la convocazione di un tavolo di lavoro che, coinvolgendo i diversi dicasteri e gli altri organismi interessati, analizzasse le varie opportunità da attivare e valutasse le iniziative da intraprendere per fronteggiare l’emergenza e avviare un processo virtuoso che rimetta in moto l’economia nell’area torrese-stabiese.

Sono aperte le questioni relative all’area franca di Torre Annunziata, al bacino di carenaggio per la Fincantieri, alla società pubblica Comune stabiese-Regione- Terme di Stabia per gestire una struttura pubblica di riabilitazione, alla gestione della reggia di Quisisana, al rilancio del comparto nautico di Torre Annunziata, alle vicende di aziende quali Avis e Metalfer. alla vertenza della Tirrenia e dei lavoratori marittimi di Torre del Greco, dove la situazione è altrettanto esplosiva, visto che la Bticino ha già licenziato14 dipendenti ed ora paventa la chiusura dello stabilimento, ove lavorano 250 dipendenti . Questi si aggiungeranno ai tantissimi marittimi che da tempo non hanno la possibilità di navigare . La crisi , inoltre, rischia di accentuarsi per la imminente privatizzazione della Tirrenia, che causerà la fuoriuscita dal circuito lavorativo di altri marittimi.

A luglio abbiamo incontrato i capigruppo regionali, mentre subito dopo il consiglio regionale ha approvato un atto d’indirizzo sull’area di crisi torrese-stabiese, tuttavia gli impegni presi tardano a concretizzarsi nelle azioni prospettate ed attese.

Nello stesso mese ci siamo riuniti col prefetto Pansa in sede di Comitato per le sinergie.

A fine luglio, assieme all’agenzia di sviluppo regionale Tess, abbiamo invitato i parlamentari di zona a discutere con noi della gravità della situazione, dovendo ,purtroppo rilevare una scarsissima partecipazione.

Sono segnali gravi che preoccupano non poco chi come sindaco ogni giorno si deve confrontare con i drammi e i problemi del territorio.

Non possiamo più attendere.

Assieme ai lavoratori, come primi cittadini di Castellammare di Stabia , di Torre Annunziata, e di Torre del Greco faremo sentire la nostra voce: saremo nei prossimi giorni davanti alla sede della Regione Campania, e subito dopo ci recheremo a Roma, per chiedere ed ottenere un incontro con i gruppi parlamentari.

La situazione lo richiede, prima che la disperazione prevalga nei lavoratori, preoccupati per il proprio posto di lavoro , ma anche in tanti giovani che si vedono privati di prospettive di lavoro, di futuro , ma anche della solidarietà e della consapevolezza istituzionale per una crisi che giorno dopo giorno ci sta condannando a un degrado civile e sociale senza precedenti.

Per programmare le prossime iniziative i Sindaci della fascia costiera e le Organizzazioni sindacali si incontreranno sabato 5 settembre alle ore 10,30 presso il Comune di Castellammare di Stabia.

FIRMATO

Salvatore Vozza Sindaco della città di Castellammare di Stabia

Giosuè Starita Sindaco della città di Torre Annunziata

Ciro Borriello Sindaco della città di Torre del Greco