Quasi 7mila denunce ogni giorno, 284 all’ora. I numeri sembrano allarmanti, ma in realtà non lo sono: secondo i dati del dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno pubblicati dal Sole 24 Ore, i reati nel 2016 sono diminuiti del 7,4% rispetto all’anno precedente. Un trend già registrato nel biennio passato.

Ad arretrare sono quasi tutte le tipologie di illeciti, ma è la sottocategoria dei furti in abitazione a segnare la flessione più accentuata: -9%. Negli ultimi anni, fa sapere l’associazione nazionale delle assicurazioni, il reato aveva fatto registrare una forte impennata, ma di recente si è ridimensionato. La causa potrebbe essere la maggiore diffusione di sistemi di allarme e videosorveglianza, ma anche il fatto che solo il 15% delle case italiane è coperto da assicurazione ed è quindi tenuto a presentare copia della denuncia in caso di furto per avviare il riconoscimento dei danni. Ciò significa che chi non è assicurato potrebbe non sporgere denuncia, anche se dovrebbe.

In calo sono anche i furti di auto, in media 303 ogni giorno, anche grazie ai dispositivi satellitari che permettono di geolocalizzare e ritrovare la vettura. Qui la denuncia scatta quasi sempre, almeno per bloccare la Rc auto. In diminuzione dal 2015 al 2016 anche omicidi e tentati omicidi (-11,4%), riciclaggio e impiego di denaro (-4%), estorsioni (-2,8%) e rapine (-6,1%).

Riportano il segno più, invece, i reati online: truffe e frodi informatiche sono aumentate del 4,5% nel 2016, per un totale di 151mila esposti e 67.449 persone denunciate e arrestate o fermate l’anno scorso. Tra le modalità più diffuse c’è ancora il phishing, cioè l’invio di una finta mail in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati come il numero di carta di credito o la password di accesso al servizio di home banking. In crescita anche l’usura, che però in termini assoluti di denunce rimane un fenomeno limitato, data soprattutto la difficoltà delle vittime di parlarne.

La geografia della criminalità cambia però a seconda della zona. La città più “delittuosa” è Milano, dove si registra la maggiore incidenza di reati ogni 100mila abitanti: sono circa 650 al giorno, 7.375 all’anno contro una media nazionale di 4.150. Il capoluogo lombardo è seguito a stretto giro da Rimini, che registra 7.203 denunce all’anno. Le province più virtuose sono invece Oristano, Pordenone, Rieti ed Enna, tutte sotto i 2.300 verbali su base annua. Questi dati riflettono non solo la concentrazione degli illeciti nelle diverse zone d’Italia, ma anche il livello dei controlli e la fiducia nelle istituzioni, che incentivano le persone a rivolgersi alle autorità.

Il capoluogo lombardo è primo anche in termini assoluti di volume di denunce, scalzando Roma che deteneva il primato fino all’anno prima. Ed è proprio la Capitale a registrare una delle flessioni più forti: -11,4% di reati denunciati dal 2015 al 2016. Terzo e quarto posto, sempre per numero assoluto di denunce, per Torino e Napoli, con circa 370 esposti al giorno. In generale i reati calano in tutte le province dello stivale, fatta eccezione per Bolzano, Crotone, La Spezia, Grosseto e Avellino (+1,2%) e per Prato (+5,5%). Quest’ultima è un caso a sé: il dato è dovuto soprattutto all’incremento negli scippi (+9%), causato anche dal fenomeno dei cosiddetti “cinesi bancomat”, come ha spiegato il sindaco Matteo Biffoni, che viaggiano con molti contanti e attirano bande di criminali.