Il voto in rete neppure è cominciato e già il Movimento 5 stelle del Lazio è alle prese con le polemiche interne. Quando mancano meno di 24 ore alle Regionarie per scegliere il nome del candidato o della candidata governatrice, i grillini si spaccano sotto i colpi del fuoco amico. “Sono io che chiedo di essere convocato dai probiviri. La ‘cordata Pomezia’ sta inquinando il Movimento”. Tra i primi a prendersela con i colleghi, il consigliere regionale e candidato Davide Barillari. Non si accontenta di un contestatissimo post su Facebook dove accusa, fra gli altri, Valentina Corrado  collega alla Pisana e rivale nelle primarie interne – di averlo “boicottato” nella sua proposta di riforma sanitaria, ma a ilfattoquotidiano.it rincara la dose e mette in allerta tutto il Movimento e parlando di una “cordata di cui fino a qualche giorno fa non avevo le prove” e di un “gruppo regionale spaccato da tempo”. La consigliera Corrado, sempre con ilfattoquotidiano.it, si difende: “E come l’avrei boicottato? Mica gli ho legato le mani!”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’email che il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, ha inviato a più destinatari dal suo indirizzo personale come endorsement in favore della sua concittadina. Proprio il “modello Pomezia” sembrava in forte ascesa nel Movimento: dopo le vittorie nelle vicine Nettuno e Ardea e la crescita dei sondaggi in vista delle amministrative di Anzio (2018), Fucci – che proviene dallo stesso meet-up territoriale di Corrado e dell’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo – ha avuto “l’onore” di parlare alla convention di Rimini insieme alle sindache di Roma Virginia Raggi e di Torino Chiara Appendino. Ora la posizione di Fucci, che è stato fortemente censurato da una nota pubblicata sul blog di Beppe Grillo (dove si legge “il M5s non autorizza dichiarazioni di voto interne per evitare la formazione di correnti”) è finita all’attenzione dei probiviri, che lo avevano già attenzionato per un’inchiesta a suo carico (reato di diffamazione) non comunicata per tempo. Tutto a vantaggio della deputata Roberta Lombardi, già favoritissima della vigilia e per la quale ora osservatori e addetti ai lavori prevedono una vittoria in scioltezza. I tre, insieme ad altri candidati (tra cui la sorella del presidente in Campidoglio Marcello De Vito, Francesca), si sfideranno nelle prossime ore per ottenere l’incoronazione e iniziare la corsa per la Regione.

IL POST DI BARILLARI: “IO ISOLATO E CONTRASTATO”
Comunque andranno le cose a livello elettorale, resteranno sicuramente i segni dell’ennesimo scontro interno. Nel suo post su Facebook, Barillari, un tempo considerato un fedelissimo di Grillo e Casaleggio, è stato molto duro. Rispetto al “libro bianco della salute 2018”, un progetto a cui sta lavorando dall’inizio del suo mandato, l’ex candidato pentastellato ha denunciato di essere stato “lasciato solo, isolato e contrastato, proprio perché qualcuno ne ha compreso l’importanza e forse per invidia o gelosia, o magari semplice stupidità, ha cercato non solo di rallentarlo ma anche di bloccarlo”. Poi ha fatto i nomi: “C’e’ chi ha remato contro, come la Corrado, che grazie all’alleanza con la Pernarella, attuale capogruppo, minacciava addirittura di togliere al progetto Libro Bianco il logo del M5s” e a lavorare “ad un ‘progetto alternativo’ grazie alle complicità di un sedicente tavolo sanità regionale e alla compiacenza della Corrado”. Il primo commento al post è della collega consigliera regionale Silvana Denicolò: “Ma come ti permetti Davide? Ora la misura è veramente colma! Sai dire qualcos’altro oltre che io, io, io???”. Va detto che, al di là delle possibili correnti interne, Barillari in questi mesi è stato un po’ isolato dal gruppo anche a causa di un uso un po’ fuori le righe dei social network – caratteristica non comune agli eletti pentastellati – con alcune gaffe che gli hanno attirato ironie anche interne, come l’attacco al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, in calce a una lamentela di una terremotata di Castelluccio di Norcia, comune dell’Umbria, il retweet a un link del sito satirico Lercio, o la pubblica esultanza per i 95 euro guadagnati dalla vendita del suo libro. Questa volta, però, l’uscita social a suo dire ha un background molto più profondo: “Non e’ affatto uno sfogo o una boutade – ribadisce a ilfattoquotidiano.it – ma la descrizione reale di quello che sta accadendo. E’ giusto che si sappia che il gruppo ha avuto dei problemi, e a questo punto devo pensare che erano creati a tavolino. Ho ancora fiducia nel M5s, non è malato e, anzi, vorrei essere ascoltato dai probiviri (che potrebbero aprire un’azione disciplinare nei suoi confronti, ndr) per portare documentazione dettagliata su quello che affermo”.

VALENTINA CORRADO: “BARILLARI PRESENTI PROVE, A LUI SOLO CONSIGLI”
La situazione è tesissima. A rischio, in realtà, non sono le Regionarie, che a meno di sorprese dovrebbero vedere stravincere la deputata “ortodossa” Roberta Lombardi – a sua volta ripresa nelle scorse settimane per aver mandato qualche frecciata nei confronti della nemica Virginia Raggi – ma la tenuta di una parte del Movimento che non aveva finora dato grossi problemi, portando i vertici nazionali a concentrarsi soprattutto sulla Sicilia. Valentina Corrado, la consigliera tirata in ballo da Barillari, a ilfattoquotidiano.it si dice “addolorata e infastidita”. “Ora basta con queste accuse senza uno straccio di prove – afferma – io e Davide siamo due consiglieri, abbiamo le stesse armi istituzionali, gli stessi poteri, nemmeno a dire che stiamo su due piani istituzionali diversi. Come lo avrei boicottato? Gli ho per caso legato le mani? Se poi si è offeso quando gli ho fatto notare che alcuni suoi atti non erano corretti sul fronte formale e contabile, peggio per lui, ognuno si prende le sue responsabilità”. Per quanto riguarda la vicenda dell’email di Fucci, “ribadisco la mia estraneità ai fatti – dice – io non ho chiesto alcun endorsement e a quanto ne so anche Fabio non ha scritto quell’email. E’ stata una cavolata in buona fede fatta dagli attivisti, ma, seppur grave è stata appunto una leggerezza”. Un’altra delle consigliere laziali tirate in ballo da Barillari, Gaia Pernarella – attuale capogruppo – prova a richiamare l’ordine. “Ora basta. Portare avanti azioni infamanti e denigratorie senza addurre uno straccio di prove, dare in pasto al gossip giornalistico chat private tra portavoce, endorsement televisivi o tra attivisti, sono pratiche estranee al metodo che ci siamo prefissati, e che hanno come unico risultato quello di creare danno al Movimento e a chi veramente crede in questo progetto”.