Almeno tre persone sono state fermate in Francia nel quadro delle indagini della procura Antiterrorismo sull’attacco di domenica alla stazione di Marsiglia, dove sono morte due ragazze di 20 e 21 anni. Sempre a Marsiglia sono in corso diverse perquisizioni, secondo quanto riferisce la tv Lci. Secondo l’emittente i due individui fermati sono membri della “cerchia” dell’assalitore, che è stato abbattuto subito dopo il duplice omicidio dai militari dell’operazione Sentinelle.

Nelle scorse ore è emerso anche che il killer era stato arrestato e poi rilasciato 24 ore prima dell’attacco. L’uomo era stato fermato a Lione (300 km circa da Marsiglia) perché accusato di aver partecipato ad alcune rapine. Era stato poi rimesso in libertà per mancanza di prove.

L’omicida, Ahmed Hanachi, tunisino con alle spalle un passato in Italia, era già conosciuto dalla polizia per reati comuni come quello per cui era stato fermato a Lione, ma non schedato dai servizi di intelligence. Ad ogni fermo l’uomo forniva generalità diverse: alle sue impronte digitali sono associati otto diversi pseudonimi. Durante la perquisizione a Lione aveva presentato un passaporto tunisino a nome di Ahmed H., come ha fatto sapere il procuratore di Parigi, Francois Molins, in conferenza stampa. Sul documento viene indicato come anno di nascita dell’uomo il 1987.

Gli inquirenti sono ancora prudenti nel parlare di terrorismo, nonostante la rivendicazione dell’Isis arrivata ieri sera attraverso Amaq, l’organo di propaganda del Califfato. L’uccisione, infatti, ha seguito una dinamica insolita per un attacco terroristico: il killer ha colpito la prima vittima, si è allontanato, è tornato e ha attaccato la seconda. Le due ragazze erano cugine, una studentessa e l’altra allieva infermiera. Quest’ultima era originaria di Rilleux-la-Pape, nella banlieue di Lione, da dove l’omicida sarebbe arrivato, e aveva trascorso il fine settimana a Marsiglia per festeggiare il suo compleanno. La polizia sta cercando di capire se ci possa essere un legame tra loro e l’uomo.