Il caro vecchio specchietto retrovisore è una di quelle cose che difficilmente troverà spazio, nelle auto di domani. Non perché non serva, ci mancherebbe. Ma semplicemente perché verrà sostituito da qualcosa di più “tecnologico” come le mini telecamere esterne, che ne svolgeranno i compiti. E’ questa la tendenza emersa dalle parecchie concept car presentate al salone di Francoforte, e confermata dalla ricerca “Camera and Display Mirrors report” pubblicata da IHS Markit.

I vantaggi di una soluzione del genere non sono di poco conto. Innanzitutto la visuale è migliore: sullo schermo sistemato presumibilmente sul cruscotto la veduta posteriore sarà ottimale, soprattutto perché verranno eliminati i punti “ciechi” tipici degli specchietti tradizionali. Poi c’è la questione consumi: con l’aerodinamica ottimizzata dalle telecamere integrate nella carrozzeria saranno minori, e dunque anche le emissioni si abbasseranno. In ultimo, anche la silenziosità di marcia migliorerà. Controindicazioni particolari non ce ne sono, a parte i costi elevati. Che però col tempo sono destinati a calare.

Quando poi il loro utilizzo verrà regolamentato da una normativa condivisa a livello mondiale, le telecamere ad alta definizione avranno un impatto importante anche a livello industriale. Secondo la ricerca su citata, a partire dal 2025 ogni anno ne verrebbero prodotti 1,8 milioni di pezzi, che rimpiazzerebbero circa un quarto degli attuali specchietti tradizionali. Prima di quella data, invece, il tirmo della produzione sarà di mezzo milione all’anno.

Ovvio, infine, che per la diffusione di una tecnologia del genere ci sia bisogno di mercati importanti che facciano da pionieri. A tale scopo la ricerca indica quello statunitense e quello giapponese, particolarmente fertili e sensibili all’implementazione su larga scala dei nuovi sistemi. Per averla anche dalle nostre parti ci vorrà un pò più di tempo.