Passo indietro di Donald Trump sui dreamers. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il presidente Usa, nella serata di mercoledì 13 settembre, ha trovato un accordo con i democratici per evitare di lasciare senza tutele 800mila bambini e ragazzi immigrati irregolarmente negli Stati Uniti prima del compimento dei 16 anni. Barack Obama li aveva voluti proteggere con il Daca, il Deferred Action for Childhood Arrivals, che Trump aveva deciso di abrogare la settimana scorsa, incaricando il Congresso di formulare una nuova legge entro marzo. La sua decisione era stata fortemente criticata, tanto che era intervenuto lo stesso Obama parlando di un “atto crudele”. Ora, però, il presidente Usa sembra essersi ricreduto: nella notte i leader del Partito democratico alla Camera Nancy Pelosi e al Senato Chuck Schumer, al termine di una cena alla Casa Bianca, hanno fatto sapere che un accordo sul tema è stato raggiunto. In questo modo si eviterebbe la deportazione di centinaia di migliaia di minori entrati negli Stati Uniti al seguito dei genitori, e che quindi potranno continuare a studiare e lavorare negli Usa senza essere espulsi. In “tempi brevi“, fanno sapere dalla Casa Bianca, si provvederà a emanare una legge che sostituisca il Daca di Obama e che ne conservi le tutele.

L’intesa raggiunta sui dreamers fa parte di un più ampio pacchetto di misure di sicurezza lungo il confine. Stando alle prime notizie trapelate dall’incontro alla Casa Bianca, il muro al confine con il Messico, e la pretesa di farne pagare la costruzione al Paese guidato da Enrique Peña Nieto, sono esclusi dall’accordo con i democratici. In seguito, la portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders ha confermato che si è discusso di Daca e sicurezza al confine, ma ha smentito che sia stato concordato di escludere dal pacchetto i fondi per il muro con il Messico. Sia Pelosi e Schumer che Trump hanno dichiarato che l’incontro è stato “produttivo e costruttivo”.