Una trentina di edifici pubblici sono stati evacuati a Mosca, tra shopping center, stazioni ferroviarie e università a causa di una serie di allarmi bomba “quasi simultanei”. Sono oltre ventimila le persone costrette ad allontanarsi dai siti interessati. La notizia è stata riporta Russia Today. Non è stato trovato alcun ordigno e dopo alcune ore è rientrata l’emergenza perché dalle prime perquisizioni non risultano fondati gli allarmi.

Una fonte dei servizi di emergenza ha riferito alla Tass che dietro gli allarmi “sembra ci sia un caso di ‘terrorismo telefonico‘”. Un’ipotesi che però deve essere ancora accertata: “Dobbiamo verificare la credibilità di questi messaggi”, ha detto la fonte all’agenzia russa sottolineando che le chiamate sono arrivate allo stesso tempo e sono proseguite anche dopo l’inizio delle evacuazioni.  “Stiamo verificando ogni chiamata. I servizi d’emergenza sono al lavoro”, ha concluso il funzionario dei servizi d’emergenza di Mosca. Il portale della Bbc parla di “una fonte delle minacce poco chiara” anche se un funzionario ha suggerito che arrivi al di fuori della Russia. “C’è ragione di supporre che tutto questo è stato organizzato all’estero”, ha detto ad Interfax un agente di Chelyabinsk. Anche alcuni quotidiani vicini al Cremlino parlano di un “attacco di hacking“, proveniente probabilmente dall’Ucraina. A parlare di Ucraina sono state anche fonti citate da Ria Novosti e dalla Komsomolskaya Pravda, secondo le quali molte delle telefonate minatorie che hanno dato il via all’emergenza sono partita proprio da qui.

Nel giro di qualche ora, sono arrivate più di cento telefonate di avvertimento solo a Mosca, ha precisato una fonte del ministero delle emergenze sottolineando che i servizi di emergenza rimangono in allerta e proseguono le perquisizioni. Tra i luoghi colpiti dai falsi allarmi bomba ci sono le stazioni ferroviarie più importanti della capitale,Leningradsky, Kazansky e Kievsky, oltre una dozzina di centri commerciali, tra cui il celebre GUM sulla Piazza Rossa, un hotel – il Kosmos – e almeno due università: la Sechenov Medical University e l’università statale MGIMO per le relazioni internazionali. Ma non solo. Secondo fonti locali le segnalazioni sono arrivate anche per altre città fra cui Tomsk, nel sudovest della Siberia, dove sono state evacuate diverse scuole e centri commerciali.

Con il procedere delle verifiche, le minacce di bombe nei vari luoghi pubblici di Mosca si sono rivelate false, come in tutte le altre città della Russia interessate dalla catena di telefonate anonime in questi ultimi giorni, ha reso noto una fonte dei servizi di emergenza, sempre alla Tass. “Al momento sono state completate le perquisizioni in cinque siti in cui l’allarme non è stato confermato dai fatti”, ha precisato. Ma le perquisizioni sono ancora in corso in diversi punti. È stato accertato che si trattava di falso allarme, per esempio, per le stazioni ferroviarie di Leningradsky, Kazansky, Kursky e Kievsky, nonché per alcuni centri commerciali e per la Law Academy del ministero della Giustizia. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ria, in totale sono stati evacuati 190 siti in 17 città russe.

Quello di Mosca, infatti, è solo l’ultimo caso di un’ondata di falsi allarmi che ha colpito tutto il paese. Negli ultimi due giorni in diverse città russe sono stati evacuati molti edifici a causa di telefonate anonime. I servizi di sicurezza hanno riferito all’agenzia di stampa Ria che ieri, 12 settembre, sono state evacuate oltre 45mila persone da luoghi pubblici in 22 città. Oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass ha detto che il Cremlino non rilascia commenti sui falsi allarmi bomba, aggiungendo che “è una questione dei nostri servizi speciali”.

Il 12 settembre a Perm, nella regione degli Urali, sono state evacuate 5.700 persone da almeno sette istituti scolastici, dall’università, da alcuni centri commerciali, dalla stazione degli autobus e da quella ferroviaria ‘Perm-2’. Allarmi simili sono scattati dal 10 settembre a oggi a Ufa, Celiabinsk, Krasnoiarsk, Vladivostok, Magadan e Omsk.  La Bbc riporta che “finora, tutti gli avvisi si sono rivelati truffe e il pubblico è stato invitato a restare calmi”. Russia Today sottolinea che le false segnalazioni di attacchi terroristici sono punibili nel in Russia con pene fino a cinque anni di carcere e che sono state aperte diverse indagini. Anche se la possibilità che i responsabili utilizzino messaggi pre-registrati, sistemi di digitazione automatica e meccanismi per nascondere la località da cui chiamano rende difficile identificarli.