La norma che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista è passata alla Camera. La proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd) è stata approvata a Montecitorio con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. Ora il ddl passa al Senato. “È nostro compito combattere l’ideologia nazi-fascista, la carica di violenza razzista e di odio che essa comporta. Di quelle idee non si può fare apologia o propaganda, questa è il concetto che sta alla base della nuova norma”, spiega Fiano. Si tratta di “pura demagogia” e di “una legge di facciata” secondo il Movimento 5 stelle. “Il M5s ha votato contro a questa ennesima pagliacciata”, scrive su Facebook Alessandro Di Battista. “Ora ci daranno dei fascisti, fanno sempre così – ha aggiunto – ma meglio subire attacchi puerili che avallare un sistema che si occupa di tutto tranne che delle reali esigenze dei cittadini”. Polemiche per il tweet del grillino Carlo Sibilia che ha paragonato la presentazione dell’Iphone8 con la discussione di “fascismo contro comunismo” in Parlamento, per evidenziare, stando alle sue parole, “come chi ha queste priorità sparirà alle prossime elezioni”. La proposta di legge Fiano non piace soprattutto alle destre. La Lega Nord e il suo segretario Matteo Salvini l’avevano aspramente criticata già durante la discussione in Aula a luglio, mentre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha definito “il delirante ddl Fiano” una “follia Pd“. Per il deputato di Forza Italia, Elio Vito, “le priorità del Paese sono altre”. Francesco Storace, presidente del Movimento nazionale, parla invece di “sigillo liberticida”.

“L’estrema destra è un fenomeno di oggi, che si va radicando dove crescere il disagio e la rabbia: è un pericolo enorme“, ha detto Fiano nella dichiarazione di voto alla legge. “Sono pericolose le loro azioni, i loro comportamenti, i loro metodi e la propaganda dei loro contenuti – ha aggiuntato il deputato Pd – non vogliamo limitare la libertà di opinione ma impedire che la nostra libertà sia offuscata dai veleni del fascismo”.

“Una legge inutile e sbagliata – sostengono invece i deputati M5s – fatta per recuperare un minimo di consenso elettorale ma che non deve trarre in inganno: i giudici avranno serie difficoltà ad infliggere pene perché in Italia esistono già due leggi molto serie e severe che potevano essere semplicemente migliorate, visto che sono già applicate”. “Abbiamo proposto con grande serietà di aggiornare alle insidie del web e quindi rendere più severe le pene della legge Scelba, salvaguardando allo stesso tempo tutti i beni riconosciuti di carattere storico-culturale, artistico e architettonico”, si legge in una nota dei deputati M5s della commissione Giustizia. “Proposta rifiutata perché fare marcia indietro, sarebbe stato riconoscere che questa è una legge propaganda fatta solo per dare visibilità a Fiano – aggiungono – Se non fosse stato per un emendamento del Movimento avremmo avuto pene minori, per quanto è scritta male la legge”. “Tanto tempo perso che poteva essere dedicato alle vere priorità del paese”, concludono i deputati M5s della commissione Giustizia.

Il presidente dei deputati dem, Ettore Rosato, definisce invece la legge “necessaria e attuale”, citando i recenti esempi della Marcia su Roma lanciata da Forza Nuova e della torta con ritratto di Adolf Hitler esposta in una pasticceria di Maratea. “Non è folklore. Le ideologie che promuovono violenza ed intolleranza possono rinascere, nel terreno fertile della crisi economica, nelle pieghe delle disuguaglianze sociali”, scrive Rosato su Facebook. “Senza introdurre un reato di opinione, con questo provvedimento intendiamo colpire la propaganda d’odio, a difesa dei principi democratici e di libertà che non posso essere oggetto di revisionismo storico. Grazie a Fiano per il suo impegno in prima linea nel portare avanti questa battaglia”, conclude il deputato Pd.

La legge Mancino e la proposta Fiano
La legge Mancino – che è vigente dal 1993 – sanziona i comportamenti legati all’ideologica nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora. Cosa ancora diversa è l’apologia del fascismo prevista dalla legge Scelba del 1952 e punisce chi “promuove ed organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Cosa prevede invece la proposta di legge del Pd? Prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 293 bis per punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”. La pena prevista è tra 6 mesi e 2 anni. Come spiegano alcuni parlamentari democratici, insomma: basta saluto romano, gadget nostalgici e varia merce delle stessa categoria. “Con aggravante se tutto questo viene attuato attraverso strumenti telematici o informatici” quindi attraverso il web. Qui dentro sono intese anche produzione, distribuzione, diffusione o vendita di gadget che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti al nazi-fascismo. Sarà reato anche richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità di quei partiti in maniera inequivoca (è il caso del saluto romano)  e il delitto sarà aggravato (con la pena aumentata di un terzo) se la la propaganda del regime fascista e nazifascista sarà commessa attraverso strumenti telematici o informatici.