Da anni si batte per proteggere le bellezze archeologiche della sua terra, la Calabria. In questo modo ha evitato che i resti del foro di fronte al sagrato del Santuario della Madonna di Capo Colonna finissero coperti dal cemento di un parcheggio per auto. Poi, davanti alle telecamere delle Iene, ha contestato le modalità seguite per ampliare lo stadio di calcio di Crotone. Solo che adesso non può più lavorare. Il motivo? È stata messa al bando. È quello che è successo all’archeologa Margherita Corrado, ostracizzata nero su bianco dal soprintendente delle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, Mario Pagano.

“Con la presente si porta a conoscenza che la professionista archeologa di cui all’oggetto è incompatibile con qualsiasi lavoro, la cui vigilanza spetti a questo ufficio, in quanto è in corso un procedimento penale presso la Procura di Torre Annunziata per diffamazione grave nei confronti del sottoscritto, Soprintendente pro tempore di questo ufficio. Pertanto, detto professionista non può ricevere incarichi professionali che debbano essere conferiti o sottoposti a valutazione di questa Soprintendenza. Si invita pertanto ad attenersi scrupolosamente a detta disposizione”, recita la circolare  interna firmata ad agosto dal funzionario e indirizzata ai dipendenti della soprintendenza, agli archeologi e a tutti i tecnici.  “Di fatto non posso più lavorare né con la soprintendenza e neppure con i privati le cui attività sono sottoposte alla vigilanza della stessa soprintendenza”, dice Corrado a lacnews24.it, giornale locale che ha raccontato la sua storia.

Ma qual è il motivo che ha fatto finire al bando l’archeologa, nota nella zona per le battaglie contro gli abusi architettonici? “Diciamo che i miei guai sono iniziati già tre anni fa, con il caso di Capo Colonna che non mi ha fatto certo amare da alcuni funzionari. Mai però avrei immaginato che si potesse arrivare ad un provvedimento così discriminatorio”, spiega Corrado, che ha denunciato pubblicamente le irregolarità nelle autorizzazioni concesse alla proprietà del Resort di Torre Scifo,  a due passi da Capo Colonna: un bar – ristorante con piscina e 230 posti letto distribuiti in 79 bungalow. Una struttura in costruzione sequestrata dalla procura di Crotone che per la vicenda ha chiesto di processare sei persone: tra queste anche il soprintendente Pagano. Lo stesso che ha ostracizzato l’archeologa Corrado, autrice delle denuncia che ha fatto nascere l’inchiesta della magistratura.

Il funzionario, però, sostiene che i motivi dell’ostracismo della Corrado sarebbero altri. Quali? Sarebbe incompatibile con il lavoro dal momento che “avrebbe diffamato” sia lui che lui che l’istituzione che rappresenta. Ecco quale è “il procedimento penale” che la Procura di Torre Annunziata ha aperto contro l’archeologa e che viene citato nella circolare. Al momento, però, Corrado non è stata raggiunta da alcun avviso di garanzia: la notizia dell’indagine l’ha appresa dalla circolare che la mette al bando. Non sa dunque quando e come avrebbe diffamato Pagano, sul quale, invece, pende già una richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo, però, è Corrado a non poter più lavorare.