Il Kenya torna al voto. O, meglio, lo farà entro i prossimi 60 giorni. E il presidente Uhuru Kenyatta, alla guida del paese dal 2013 e riconfermato l’ultima volta alle elezioni dello scorso 8 agosto, dovrà affrontare nuove elezioni. A decidere di rivedere l’esito della votazione di tre settimane fa è stata la corte suprema di Nairobi: quattro dei sei giudici che la compongono hanno accolto il ricorso presentato dal principale sfidante di Kenyatta, Raila Odinga, suo storico oppositore.

Intanto Kenyatta, parlando in tv, ha espresso il proprio “personale disappunto” ma ha accettato la decisione dell’Alta corte di invalidare le elezioni presidenziali tenutesi meno di un mese fa. “Siamo pronti” per un nuovo voto, ha detto, riferendosi alle nuove elezioni che dovranno tenersi entro i prossimi due mesi, “lasciamo che sia il popolo a decidere”. Il presidente, comunque, non ha risparmiato critiche ai giudici: “Sei persone hanno deciso di andare contro la volontà del popolo”, anche se poi ha fatto appello alla calma. “Per proteggere l’integrità della volontà sovrana dei cittadini, la commissione intende apportare modifiche interne al personale”. Così Wafula Chebukati, presidente della commissione elettorale del paese africano.

“È un giorno veramente storico per il popolo del Kenya e per tutta l’Africa. È la prima volta nella storia del continente che un’elezione presidenziale viene annullata“, ha commentato Odinga, che aveva denunciato brogli nelle passate elezioni presidenziali: secondo il leader dell’opposizione, i computer della commissione elettorale erano stati hackerati in modo da far vincere il presidente uscente. Kenyatta, infatti, era stato riconfermato alla guida del paese con il 54,31% dei voti, contro il 44,81% dello sfidante. Ora la corte suprema ha dato ragione a Odinga, riscontrando a sua volta “illegalità e irregolarità” nel voto. Il presidente della corte, David Maraga, ha spiegato che la commissione elettorale “ha ignorato e mancato” di organizzare il voto “secondo la Costituzione“.