La Corea del Nord ha intenzione di completare il piano per attaccare le acque dell’isola di Guam a metà agosto in attesa dell’ordine del “comandante in capo”, cioè del presidente Kim Jong-un. Le forze armate nordcoreane definiscono le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump “un mucchio di sciocchezze” e aggiungono che “solo la forza assoluta” può funzionare con qualcuno “privo di ragione” come il capo della Casa Bianca. Trump aveva intimato a Pyongyang di “fermare le azioni che potrebbero portare a una fine del suo regime e alla distruzione della sua gente”. Nel frattempo il Giappone fa notare che è in condizione di intercettare e abbattere i missili che la Corea del Nord dice di voler lanciare contro il territorio Usa di Guam. Tokyo, ha assicurato il portavoce del governo, terrà la massima vigilanza sulla vicenda perché “non possiamo tollerare un così chiaro atto provocatorio per la sicurezza della regione e della comunità internazionale, incluso il nostro Paese”. La Corea del Sud promette una “forte e risoluta reazione“, nel caso, aggiungendo che la minaccia di Pyongyang è “una sfida seria”. Ieri invece la Cina aveva chiesto di far finire le minacce reciproche.

L’isola di Guam è un avamposto militare degli Stati Uniti nel mar delle Filippine. E’ un’isola di 544 chilometri quadrati e abitata da 162mila persone e dista circa 3400 chilometri da Pyongyang. Ospita 3831 militari, in gran parte concentrati nella base Andersen col 36esimo stormo aereo rafforzato dai bombardieri strategici B-52 e B-1B, oltre ai sistemi sofisticati antimissile Thaad, di recente collocati anche in Corea del Sud. In settimana, due B-1B, in grado di raggiungere il Nord in appena due ore, hanno effettuato un volo dimostrativo sulla penisola in manovre congiunte coi caccia di Seul.

La Corea del Nord ribadisce non solo il proposito di sferrare un attacco contro Guam, ma anticipa pure che sta “seriamente” valutando l’uso “in contemporanea” di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per colpire gli asset strategici di Marina e Aeronautica americane. Il piano riassunto dal generale Kim Rak-gyom, a capo dell’unità balistica speciale, prevede la sua completa definizione per metà agosto, con l’esecuzione in ogni momento su ordine del leader Kim Jong-un.

Il dispaccio in inglese della Kcna traccia la rotta dei missili che attraverseranno il cielo delle prefetture giapponesi di Shimane, Hiroshima e Koichi per coprire la traiettoria verso sud di “3.356,7 chilometri in 1.065 secondi (quasi 18 minuti, ndr) prima di atterrare nei 30-40 km da Guam”. La mossa è finalizzata a “interdire le forze nemiche sulle maggiori basi militari di Guam e mandare un avvertimento cruciale agli Stati Uniti”, in risposta al messaggio di “fuoco e furia” inviato dal presidente Trump se Pyongyang non accantonerà le sue minacce nucleari e balistiche verso Washington.

La Corea del Nord ha reagito con decisione alle nuove sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo i due lanci di vettori balistici intercontinentali dello scorso mese, di cui uno fatto il 4 luglio con l’uso di un Hwasong-14 nel giorno della festività americana dell’Independence Day. Gli Stati Uniti, come riportato dal Washington Post in base alle valutazione d’intelligence, ritengono che Pyongyang abbia ottenuto con successo la miniaturizzazione di una bomba atomica, passaggio cruciale per assurgere a potenza nucleare. Secondo gli esperti, l’approccio minaccioso del Nord dovrebbe durare in vista delle esercitazioni militari annuali che Usa e Corea del Sud daranno vita a fine agosto, considerate da Pyongyang come le prove generali di un attacco ai suoi danni.