Il famoso brand giapponese Tenga, che vende dal 2006 oggetti di design per l’onanismo, ha condotto un interessante studio in Gran Bretagna: su duemila adulti intervistati si è rilevato che il desiderio della masturbazione durante una relazione è in continua crescita. Il 67% dei giovani fra i 18 e i 34 anni non ha problemi a parlarne con la propria metà, mentre gli over 50 hanno ancora qualche tabù. Alla domanda “Se stai vivendo una storia d’amore ti senti a tuo agio a comunicarlo al/alla partner?”, il 50% ha risposto con un bel . Ancora meglio sapere che il 39% pensa all’altra metà del cielo mentre pratica l’arte del self- help. Che poi non dovrebbe essere vissuta come una seconda opzione o un sostituto del sesso, ma come qualcosa che celebra l’amore per se stessi.

Alle donne è stato chiesto se vivono con serenità il fatto che il proprio uomo usi Federica – la mano amica (cit. Gianluca Morozzi) – e solo il 13% ha risposto negativamente. E la fantasia? Una volta si attivava con il profumo di un guanto, con la visione di un collo nudo, con lo sguardo sullo spacco della gonna di seta, con il giornaletto dal barbiere, col fumetto di Serpieri, col racconto di Bukowski, i vhs di Moana. Internet è comodo, ma attiva poco il cervello.

Chaturbate.com è una piattaforma dove in diretta si vede gente comune – coppie, signorine single, gruppi e praticano autoerotismo, e non solo, davanti alla telecamera. Spesso con gestualità talmente farlocca che farebbe smorzare l’eccitazione anche a un bonobo in astinenza. Volete mettere la scena saffica tra Catherine Denevue e Susan Sarandon in “Miriam si sveglia a mezzanotte”? Però qui cado nel vintage e invece bisogna modernizzarsi.

A tal proposito, la realtà virtuale propone modi innovativi per far volare l’immaginazione. Indossi un paio di occhiali 3D e ti ritrovi in un “Gentlemen’s club” di San Francisco dove sinuose e sexy ballerine ti fanno vivere un’esperienza unica senza muoverti dal divano di casa, che magari è a Comacchio.

Ci sono anche le money mistress – furbacchione, loro – che standosene in panciolle e postando foto o minivideo su Instagram, vampirizzano e dominano mariti, fidanzati, single che si eccitano on line e pagano fior di quattrini pur di continuare questa dinamica virtuale. E le donne? Tabù tabù tabù. Poche ne parlano liberamente e in modo sincero. Molte sui social trattano l’autoerotismo come una gara urlante di ruba-bandiera quando anch’esso è arte.

Arte nello scoprire il proprio corpo per poi condividere l’esplorazione  ed il piacere con il partner.

Arte nell’eccitarsi al pensiero dell’amore lontano.

Arte nel giocare con un oggetto del piacere o un foulard.

Arte nel sentirsi femmine e gratificate.

Arte nel fantasticare mentre si è in ciabatte, non in Louboutin, o in mezzo a un campo di girasoli.

Come disse Truman Capote –  e vale per tutti – “Il bello della masturbazione è che non sei obbligato a metterti elegante”.

Mi trovate anche sul sito http://www.sensualcoach.it/