“Stiamo preparando piani per una guerra preventiva contro la Corea del Nord“. Parola del generale Herbert Raymond McMaster. Il consigliere per la sicurezza nazionale americano in un’intervista alla MsNbc ha chiarito che “gli Stati Uniti sono pronti a tutte le opzioni per porre fine alle minacce di un attacco nucleare“. “Il presidente Trump – ha aggiunto – è stato molto chiaro su questo. L’opzione militare è sul tavolo”. McMaster ha specificato di essere consapevole che ogni attacco alla Corea del Nord potrebbe portare a “una guerra molto costosa che potrebbe causare sofferenze immense, soprattutto alla popolazione sudcoreana”.

E proprio su proposta degli Stati Uniti il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che inasprisce le sanzioni contro la Corea del Nord, con un pesante taglio all’export di Pyongyang pari a un miliardo di dollari. Il documento, votato dunque anche dalla Cina, tra l’altro vieta le esportazioni di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici. “Questa risoluzione è il più grande pacchetto singolo di sanzioni deciso nei confronti di un paese da generazioni”, ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley. “Sono un passo unito e forte per rendere la Corea del Nord responsabile – ha aggiunto – ma non bisogna pensare di aver risolto il problema, non siamo neppure vicini“. Haley ha quindi ingraziato la Cina per il contributo dato.

Il gruppo di generali di cui Donald Trump si è circondato sta iniziando a esercitare la propria influenza alla Casa Bianca. L’ultimo promosso di grado è John Kelly, ex ufficiale dei Marines e segretario alla Homeland Security, che ha appena iniziato il suo lavoro come capo dello staff. Kelly ha l’appoggio proprio di McMaster, che dirige il Consiglio di sicurezza nazionale e indirizza le politiche estere e di difesa dello Studio Ovale. McMaster nell’utlima settimana ha tolto dal loro ruolo tre alti funzionari del Consiglio assunti dal suo predecessore Michael Flynn, cacciato per il coinvolgimento nel Russiagate. I tre erano rimasti finora intoccabili, ma con la nuova sponda di Kelly il generale ha avuto il via libera. E, come evidenzia Politico, l’unico senza uniforme tra le figure chiave dell’amministrazione Trump in materia di sicurezza nazionale e politica estera è rimasto il segretario di Stato Rex Tillerson.