Si danno appuntamento, poi litigano per colpa di un’altra e annullano l’incontro. Ma la voglia di vedersi è troppo forte e allora decidono di riprovarci, ad arrabbiatura sbollita. Si vedranno, parleranno e chissà cosa sarà. Sembra una storia di gossip estivo, invece è solo la cronaca del faccia a faccia tra Giuliano Pisapia e Roberto Speranza, due dei protagonisti della sinistra che vive al di fuori del Pd. I due dovevano vedersi un paio di settimane fa per provare a sintetizzare le loro diverse proposte politiche in un un unico progetto alternativo al Partito Democratico, ma l’ex sindaco di Milano si fece fotografare abbracciato a Maria Elena Boschi e l’incontro saltò. Con tanto di polemica, perché all’interno di Mdp (di cui Speranza è uno dei leader) in pochi avevano gradito quel quadretto andato in scena alla Festa dell’Unità milanese tra il loro possibile alleato e la donna simbolo del renzismo. Volarono gli stracci, tanto che il leader di Campo Progressista (cioè Pisapia) parlò di “critiche vergognosamente strumentali” e annullò l’incontro con Speranza. Seguirono comunicati stampa in politichese stretto, ma poi nulla. Sotto traccia, però, gli sherpa dei due schieramenti erano già tornati a lavoro.

Oggi si colgono i primi frutti: Speranza e Pisapia hanno parlato, seppure via telefono. “Stiamo lavorando – hanno affermato in una nota congiunta dopo un colloquio – per dare gambe e fiato alle idee emerse in questi mesi. Ci daremo appuntamento a breve per approfondire la nostra proposta programmatica e per stabilire un percorso di partecipazione dal basso che vedrà nel mese di ottobre il culmine con una grande assemblea democratica“. Non solo. “Abbiamo condiviso – hanno scritto nel comunicato – la necessità di dare forza e sostanza al progetto avviato il primo luglio a Roma. Il nostro obiettivo – hanno continuato – è offrire finalmente una casa ai milioni di elettori di centrosinistra che chiedono discontinuità rispetto alle politiche degli ultimi anni. L’Italia ha bisogno di un progetto nuovo e aperto, inclusivo verso il civismo, l’associazionismo laico, cattolico e ambientalista, il volontariato, il mondo del lavoro e delle imprese”.