“Lo dico a tutti. Usiamo più la testa e meno i muscoli“. Il segretario regionale del Pd, il renziano Paolo Calvano, richiama all’ordine il Pd di Bologna nel quale è in atto una guerra senza esclusione di colpi per la poltrona del segretario della federazione più grande d’Italia, con un peso fortissimo anche a livello nazionale. Lo scontro è tra il segretario provinciale attuale, l’orlandiano Francesco Critelli, sostenuto dalla federazione, e il renziano Luca Rizzo Nervo, appoggiato dal sindaco Virginio Merola (di fede orlandiana). Rizzo Nervo è sostenuto anche dai parlamentari Sergio Lo Giudice, Francesca Puglisi e Donata Lenzi. I rapporti tra la federazione bolognese del Pd e Merola non sono per nulla idilliaci: il Pd rimprovera al sindaco troppa autonomia nel gestire la città e il primo cittadino non vuole che Critelli continui a guidare il partito. Opinione condivisa dall’ex segretario bolognese Raffaele Donini, ora assessore regionale. Anche in casa dei renziani, però, le divisioni sono tante. Uno scenario che viene paragonato da molti alla frattura che, nel 1997, spaccò l’allora Pds e per la prima volta nella storia consegnò la città, nelle comunali del 1999, alla destra.

“Le nostre amministrazioni – ammonisce Calvano – devono uscire rafforzate e non indebolite dai congressi. Il Pd deve sopravvivere a ciascuno di noi perché non è ai destini personali che abbiamo pensato quando lo abbiamo fondato”. Una reprimenda dura rivolta agli esponenti Pd e a Merola dopo i fatti avvenuti lunedì. Due consiglieri comunali orlandiani, Vinicio Zanetti e Raffaele Persiano, hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Rizzo Nervo, anche se non ha ancora ufficializzato la candidatura (solo in quel momento lo Statuto Pd prevede le dimissioni) e finora ha parlato solo di “disponibilità per costruire un progetto unitario”. La richiesta fatta dai sostenitori del suo avversario Critelli, per alcuni una vera e propria dichiarazione di guerra fatta arrivare per loro tramite dopo giorni di schermaglie tra i dem e il passo avanti di Rizzo Nervo, ha mandato su tutte le furie Merola che ha parlato di “antipolitica becera” e si è rammaricato del fatto che “ognuno ha diritto a fare politica, purtroppo anche Zanetti e Persiano”.

“Io sto con Rizzo Nervo, la sua disponibilità va presa sul serio” ha scandito Merola, esplicitando il suo endorsement. Un attacco frontale che ha fatto arrabbiare tutti in via Rivani, sede del Pd bolognese, e non solo gli interessati che proseguono per la loro strada e chiedono all’assessore di “dimettersi prima dell’inizio del tour che ha annunciato o di congelarlo prima di una decisione definitiva, perché l’amministrazione deve essere tenuta al riparo dalle vicende congressuali, non sovrapponendo i ruoli. E’ un tema di opportunità politica”. “Le offese, le delegittimazioni, gli attacchi personali non mi toccano. Continuerò a fare il mio lavoro al meglio in consiglio comunale e nel Pd” avverte Zanetti in un post su facebook che si guadagna il like anche di Ernesto Carbone, parlamentare vicinissimo al segretario Matteo Renzi, oltre a quelli di altri renziani come la vicesegretaria regionale e deputata Giuditta Pini.

“Sono enormemente stupito della reazione scomposta del sindaco – commenta Persiano – non mancherò mai di dire quello che penso mettendoci la faccia”. A fine giornata, dopo incontri e telefonate, Rizzo Nervo mette in chiaro: “Se e quando decidessi di candidarmi, arriverò a quell’appuntamento dimesso dai ruoli amministrativi che ho”. Intanto la guerra per il segretario colpisce il sodalizio tra Merola e il parlamentare dem Andrea De Maria che appoggia Critelli. I due da tempo portano avanti il progetto di un nuovo centrosinistra di cui hanno convocato gli stati generali a Bologna, quest’anno, invitando anche Gianni Cuperlo e Giuliano Pisapia. De Maria continua a chiedere un percorso unitario e commenta la reprimenda di Calvano con la frase: “Parole sante”. Per mettere d’accordo il Pd bolognese, il partito potrebbe tentare la via di un terzo candidato. Se ne parlerà sicuramente giovedì, quando arriverà a Bologna, per presentare il suo libro ‘Avanti‘, il segretario del Pd Matteo Renzi che dovrà cercare di riportare l’unità.