Oggi 31 luglio si celebra la Giornata mondiale dell’orgasmo e in genere la funzione di queste giornate è quella di tenere l’attenzione su temi che altrimenti andrebbero nel dimenticatoio. Per quanto riguarda l’orgasmo non è però così: digitando su una delle banche dati più importanti dal punto di vista scientifico troviamo ben 2826 articoli sull’orgasmo femminile e 1928 su quello maschile. Andando su Google in italiano troviamo 406.00 risultati per l’orgasmo femminile e 482.00 risultati per quello maschile. Un tema abbastanza trattato ci sembra, sia dal punto di vista scientifico che da quello divulgativo. Per chi come me si occupa da sempre della sessualità umana questo dato non stupisce affatto, la ricerca dell’orgasmo a tutti i costi e come soluzione finale di ogni tipo di rapporto sessuale, tanto da arrivare a fingerlo in tanti casi, è una delle domande sessuologiche ricorrenti. Ma il vero quesito è questo: ci può essere piacere e soddisfazione sessuale anche senza orgasmo?

Le ricerche ci dicono che soprattutto per le donne questo è possibile, l’orgasmo è solo uno dei modi per rendere piacevole e soddisfacente un rapporto sessuale, e soprattutto non è mai simile a se stesso. Spesso le donne raccontano di loro amiche che godono due, tre volte di seguito e il senso di questo racconto è “perché loro sì e io no?”. Questo continuo confronto al raggiungimento dell’obiettivo non aiuta la donna a trovare la sua personalissima strada per il piacere, una strada che richiede conoscenza del proprio corpo, consapevolezza delle proprie sensazioni ed esperienza.

Per l’uomo la strada è ugualmente tortuosa, ma in maniera diversa: l’uomo ha un obiettivo fondamentale, deve eiaculare per procreare, e quindi deve arrivare al punto di attivare il riflesso eiaculatorio che in genere scatta a seguito di un certo tipo di eccitazione, ma non sempre a questa eiaculazione corrisponde la sensazione di orgasmo. Non a caso, eiaculazione ed orgasmo sono due aspetti della risposta sessuale maschile paralleli ma non sempre coincidenti, però nell’uomo il mancato raggiungimento dell’orgasmo è spesso visto come un problema legato alla propria identità maschile, quindi più che voglio il mio orgasmo diventa ridatemi la mia identità di maschio.

Come spesso accade sui temi della sessualità si incrociano vari aspetti individuali e sociali che spesso rischiano di far perdere il senso autentico dell’incontro sessuale, che potremmo racchiudere in una ricerca di piacere di corpi che si incontrano, come, dove e con che modalità dovrebbe aver meno importanza.

Certamente alcune situazioni possono diventare problematiche, provocano sofferenza psicologica e crisi di coppia, ed è giusto in questi casi che le persone si pongano delle domande, abbiano dei dubbi e per questo c’è la sessuologia ad accoglierle. In alcuni casi può essere sufficiente una rassicurazione in altri bisognerà lavorare più a fondo per ricreare un nuovo benessere sessuale.

Proviamo quindi a celebrare la giornata di oggi in linea con i suggerimenti della Associazione mondiale della Salute sessuale (Was) che in un suo opuscolo sulla Salute sessuale per il terzo millennio ribadisce: “Il piacere è, probabilmente, il più potente fattore motivante per il comportamento sessuale. Ignorare questo ruolo nel contribuire alla realizzazione della salute e della felicità umana è un grave errore”.

Buona giornata a tutti!