Reddito di cittadinanza locale, il M5S di Livorno fa il bis: la giunta guidata da Filippo Nogarin ha infatti confermato anche per quest’anno l’assegno a sostegno di cittadini bisognosi introdotto nel 2016. Il fondo stanziato è pari a 400mila euro: a ciascuno dei 358 beneficiari andrà per 9 mesi una somma compresa tra 80 e 220 euro, a seconda della composizione del nucleo familiare. L’erogazione dei primi assegni partirà nei prossimi giorni. Rispetto al 2016 l’intervento è stato rimodulato: aumento del budget complessivo e beneficiari triplicati, ma assegno più “leggero”. “Livorno all’avanguardia nel contrasto alla povertà”, affermano Nogarin e l’assessore al sociale Ina Dhimgjini. “Forte impatto mediatico ma è solo una goccia nel mare: in città migliaia di disoccupati. E’ un’operazione da prestigiatore”, controbatte invece a ilfattoquotidiano.it il segretario locale del Pd Federico Bellandi. “Solo uno spot, i livornesi hanno capito il bluff”, rincara Elisa Amato, consigliera comunale di Forza Italia. “Ottanta euro come Renzi”, ironizza invece l’ex pentastellato Marco Valiani, ora consigliere comunale della lista civica “Livorno per tutti”.

Ottanta, 150 o 220 euro: dipende dal nucleo familiare – La graduatoria definitiva degli aventi diritto è stata pubblicata nei giorni scorsi. Per l’edizione 2017 l’assegno mensile avrà un importo che varia a seconda della composizione del nucleo familiare: la somma minima andrà ai single, 150 se composto da due persone, 220 per un nucleo di tre o più persone. I reali beneficiari saranno 358 su un totale di 533 idonei: “In maggioranza – spiega Dhimgjini – si tratta di persone singole, con Isee pari a zero e circa al 90% di cittadinanza comunitaria”. L’assegno sarà percepito per 9 mesi, fino a dicembre: “La prima liquidazione sarà erogata entro fine luglio – aggiunge l’assessore – e comprenderà anche i mesi arretrati di aprile, maggio e giugno”.

Budget più alto, beneficiari triplicati – L’assessore sottolinea le “importanti novità” introdotte rispetto all’anno scorso: aumento del budget complessivo (dai 300mila euro del 2016 agli attuali 400mila euro), maggior numero di mesi coperti (da 6 a 9), ampliamento platea beneficiari (da 100 a 358). “L’esperienza 2016 ci ha dato risultati positivi ma per il 2017 abbiamo dovuto rimodulare questa misura in modo da renderla complementare a quelle messe in campo a livello nazionale”. Dhimgjini tira in ballo ad esempio il Sostegno d’inclusione attiva “che già consente un contributo mensile di 400 euro a nucleo familiare”. Il reddito di cittadinanza locale si va però “a integrare anche con un già ampio ventaglio di strumenti di contrasto alla povertà messi in campo dal Comune, come ad esempio il contributo affitto o quello per il pagamento delle utenze”.

“Straordinaria boccata d’ossigeno” – Nogarin parla di “straordinaria boccata d’ossigeno per le centinaia di persone a reddito zero che così potranno avere una base minima da cui ripartire”. Poi aggiunge: “Con la sperimentazione dello scorso anno abbiamo dimostrato che il reddito di cittadinanza funziona, tanto da spingere sia il governo che la Regione a studiare provvedimenti simili”. La versione 2017 – conclude – permetterà inoltre di “arrivare alle fasce ancora più deboli della popolazione”.

“Mossa mediatica: i livornesi hanno capito il bluff” – Il Pd accusa il M5S di aver messo in piedi “il solito spot in stile Nogarin”, anche perché “i beneficiari aumentano ma l’assegno percepito è sempre più leggero”. Secondo Bellandi il reddito di cittadinanza grillino serve insomma “solo a far pubblicità ma non risolve i problemi”. Nogarin – secondo il renziano – continua “soltanto a lanciare meravigliosi annunci via facebook o tramite il blog di Grillo, bellissime novelle vendibili ormai soltanto fuori Livorno, perché da noi i cittadini hanno capito la presa in giro”. Bellandi accusa poi il M5S di ricavare risorse per il reddito di cittadinanza da tagli al sociale (“social card eliminate e aumento di circa il 20% delle rette rsa”) ma Dhimgjini controbatte: “Il reddito di cittadinanza si regge su risorse aggiuntive, niente tagli al sociale. Le social card? Abbiamo solo eliminato i corpi intermedi, in questo caso associazioni, che gestivano il servizio: ora tutto è gestito direttamente e in maniera più snella dal Comune. Sulle rette siamo intervenuti in rispetto di adeguamenti richiesti dalla normativa”. All’attacco anche l’ex grillino Valiani: “Anche con gli articoloni sponsor la gente capisce che sono 80 euro come Renzi e che non è reddito di cittadinanza”. Mentre la forzista Amato aggiunge: “I grillini cercano solo di annebbiare la vista, questo è solo uno spot. Menomale che tra due anni si torna al voto: il conto alla rovescia dei livornesi è già iniziato”.

Il bando – Il bando era stato lanciato lo scorso marzo. Per accedere alla graduatoria si doveva essere in stato di “disoccupazione o inoccupazione”, non percepire ammortizzatori sociali e non appartenere a un nucleo familiare percettore del Sostegno per l’inclusione attiva. L’attestazione Isee della famiglia? Inferiore ai 3mila euro. Il beneficiario dell’assegno dovrà fornire “immediata disponibilità al lavoro presso il centro per l’impiego” e “per la partecipazione a progetti eventualmente gestiti dai comuni, utili alla collettività”. L’accesso al bando era consentito a persone di cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria con permesso di soggiorno con una età compresa tra i 29 e i 66 anni e 7 mesi. Dhimgjini è soddisfatta: “Esperienza unica in Italia”.