“A Roma la mafia c’è. Ed è forte e radicata”. A parlare non è uno dei pm della Procura di Roma, che magari ha commentato così la notizia del non accoglimento della aggravante mafiosa nella sentenza di condanna per Massimo Carminati, Salvatore Buzzi e gli altri imputati del processo al ‘Mondo di mezzo’. La presa di posizione, forte e diretta, è del presidente del Pd Matteo Orfini, romano nonché ex commissario del Pd capitolino proprio dopo lo scandalo di Mafia Capitale. “Possiamo reagire in tanti modi alla sentenza di ieri, tutti ovviamente comprensibili e legittimi – ha detto Orfini – Ma il più sbagliato è quello forse più diffuso in queste ore: sostenere che si dovrebbe chiedere scusa a Roma perché Roma non è una città mafiosa. Lo dico da romano innamorato della mia città – è il messaggio del presidente dem – A Roma la mafia c’è. Ed è forte e radicata”.

La presa di posizione di Matteo Orfini si trova in un articolo pubblicato sul sito della rivista Left Wing. E tra le righe il dirigente dem fornisce tutta una serie di argomentazioni: “Basta fare una passeggiata in centro e contare i ristoranti sequestrati perché controllati dalla mafia. Basta passeggiare nei tanti quartieri in cui le piazze di spaccio sono gestite professionalmente, con tanto di vedette sui tetti e controllo militare del territorio. Basta spingersi a Ostia e seguire le attività degli Spada, o andare dall’altra parte della città dove regnano i Casamonica. Basta leggere le cronache per trovare la mafia ovunque”.

Parole che stridono con il commento affidato giovedì, subito dopo la sentenza, a Facebook da Roberto Giachetti. Che la butta in politica: “Trovo inaccettabile il comportamento di Virginia Raggi, che nei suoi post sui social network a commento delle sentenze di oggi continua a parlare espressamente di ‘Mafia Capitale’, come se il tribunale non avesse smentito quella tesi solo poche ore prima – scrive il candidato del Pd alle comunali del 2016 – in questi anni ho dovuto silenziosamente accettare l’accostamento della mia città alla mafia da parte di chi, pur di vincere le elezioni, ha coltivato la peggiore immagine di Roma possibile. L’ho fatto con dolore ma nel pieno rispetto dei tempi della giustizia. Oggi però sento di voler dire con forza che chi, d’ora in poi, accosterà la parola ‘mafia’ alla parola ‘Roma’ dimostrerà di non amare la città e i nostri concittadini, continuando sciaguratamente a speculare su una notizia falsa“.

Orfini la pensa in modo diametralmente opposto: “Ma quella di Carminati non è mafia, dice il processo. Vedremo cosa stabiliranno i prossimi gradi di giudizio, ma come scrissi mesi fa, cambia davvero poco – ha aggiunto – A Roma la mafia c’è e ha dilagato usando la corruzione come grimaldello. Oggi Roma è gestita da più clan che hanno evidentemente trovato un equilibrio tra di loro e si sono spartiti la città. A chi ha iniziato a sgominare questo sistema bisogna solo dire grazie – ha detto ancora Orfini – soprattutto se si pensa che in passato la procura di Roma era nota come il ‘porto delle nebbie’. Farebbe piacere anche a me – è il parere di Orfini – poter dire che la mafia a Roma non c’è. Ma sarebbe una bugia. Io sono orgoglioso di essere romano. Ed è proprio l’orgoglio che mi fa dire che – di fronte a quello che oggi è diventata Roma – bisogna reagire e combattere, non affidarsi a tesi di comodo. Roma non è stata umiliata da chi indaga. Roma è stata umiliata da chi l’ha soggiogata. E da chi non ha saputo impedirlo. Invertire l’ordine delle responsabilità significa continuare a tenere gli occhi chiusi”, ha concluso.