Centocinquanta domande al minuto e il sito del ministero dell’Istruzione va in tilt lasciando migliaia di precari in panne. È quanto sta accadendo in queste ore ai docenti supplenti che devono aggiornare le graduatorie d’istituto per fare i supplenti attraverso l’invio del cosiddetto modello B dove vengono scelte le scuole dove potranno prestare servizio. A creare questa impasse sembra essere la scadenza del 25 luglio che per ora, nonostante le richieste delle organizzazioni sindacali, il Miur non intende modificare. Entro quella data le scuole, infatti, devono controllare e inserire nel sistema i dati dei docenti che intendono candidarsi a ricoprire questo ruolo.

Un caos originato dal fatto che per fare il supplente temporaneo – ovvero quelli che vengono chiamati per coprire qualche giorno di malattia o un permesso famigliare del docente di ruolo assente – non è necessario avere una laurea perciò questa possibilità di lavoro è ben vista da migliaia di giovani universitari. “Senz’altro nessuno si aspettava più di 700 mila domande per il rinnovo delle graduatorie d’istituto e questo – spiega Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil – è significativo dello stato occupazionale del Paese ma ciò non giustifica le enormi difficoltà che si stanno affrontando per la compilazione del modello B. Il sistema è completamente bloccato senza che alcuno al ministero sappia spiegarne le cause”. I potenziali supplenti hanno preso di mira anche i centralini dei sindacati per chiedere loro una mano e denunciare la situazione.

Un problema che in viale Trastevere sono costretti ad ammettere pur tentando di buttare acqua sul fuoco: “L’afflusso ha provocato effettivamente rallentamenti per l’accesso al sistema. Quest’anno i tempi sono più ristretti rispetto allo scorso anno e anche questo ha portato ad una maggiore concentrazione di utenti sul portale dedicato. E’ stato chiesto al fornitore una modifica al sistema di inserimento che al momento sta funzionando correttamente. Da stamattina viaggiamo sull’ordine di seimila domande l’ora”.

Parole che non bastano a Sinopoli che punta il dito contro la mala organizzazione del ministero dell’Istruzione: “Riteniamo molto grave quanto stia accadendo e stiamo studiando le possibili azioni di rivalsa. Il malfunzionamento di questa infrastruttura rischia di pregiudicare l’inizio dell’anno scolastico. Sono danneggiati tutti: gli studenti e le famiglie, le segreterie delle scuole sovraccaricate di tutto il lavoro che il sistema informatico non riesce a svolgere e i precari che rischiano di subire penalizzazioni a causa dei malfunzionamenti continui fino a pregiudicarne la stessa opportunità di lavorare”.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente ai vertici di viale Trastevere intanto sui social network sono tanti i precari che lanciano anatemi al Miur e cercano solidarietà tra i colleghi dopo aver trascorso ore di fronte al personal computer e alla risposta automatica: “Il sistema è momentaneamente non disponibile, riprovare più tardi”.