Botta e risposta pepato a In Onda Estate (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Quest’ultimo, a proposito dei sondaggi positivi a favore dei 5 Stelle, osserva: “Io credo che il M5S sia ampiamente sopravvalutato. Basti vedere il caso di Genova”. “Lei ha preso come riferimento una città in cui il M5S non è che ha sbagliato” – replica Scanzi – “ma ha fatto un disastro, un harakiri, ha preso una spada e se l’è trafitta 180 volte al petto. Se si prendono come riferimento Genova e Parma, il M5S è morto. Lei mi insegna, essendo politico, che alle amministrative il M5S è ciclicamente morto. Anche lei forse non avrebbe vinto se non avesse avuto un avversario con cui avrebbe vinto probabilmente anche Bugs Bunny, e cioè la Paita, e se non avesse avuto un’alleanza alle spalle”. “Non banalizziamo gli avversari” – obietta Toti – “talvolta si perde anche con Bugs Bunny”. Il giornalista continua: “Posso sbagliare, ma io credo che sul piano nazionale il M5S non è finito e alle regionali siciliane a dicembre potremo avere un primo segnale. Inciucio Renzi-Berlusconi? Non è un rischio, è una certezza. Per me Berlusconi non sarà in prima linea, farà il padre nobile. Troveranno un altro leader più o meno efficace. Al momento non fanno il nome, perché ogni volta che lo fanno lo bruciano sistematicamente, da Tosi a Parisi. Spero che ora non facciano il nome di Toti”. “Io sono impegnato per la mia Liguria e quindi per i prossimi 8 anni”, controbatte il politico di Forza Italia. “Lo auguro a lei, ma un po’ meno ai liguri”, ironizza Scanzi, che poi prega il suo interlocutore di non interromperlo, perché, essendo in collegamento, ha un ritorno d’audio “più lento delle conferenze stampa di Gentiloni”. E aggiunge: “E’ allucinante che nel 2017 stiamo a parlare di un eventuale ritorno al governo di Berlusconi e anche di Prodi. Questo dimostra che non solo è sconfortante e che questo Paese ha la memoria dei pesciolini rossi, visto tutto quello che ha fatto Berlusconi. Ma attesta che a oggi la nuova classe dirigente, fatta più o meno da miei coetanei, ha completamente fallito