L’istituto per ciechi “Anna Antonacci” di Lecce ha incassato fondi pubblici concessi per lo svolgimento di attività in favore dei non vedenti, soldi che, in parte, sarebbero stati invece utilizzati per un’attività di bed & breakfast. E’ quanto accertato da una inchiesta della Procura della Repubblica leccese e della Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria, in collaborazione con agenti della Polizia municipale che oggi hanno notificato 21 avvisi di garanzia di cui due per indebita percezione di contributi pubblici ai rappresentanti legali dell’istituto per ciechi del capoluogo salentino, Maurizio Antico Antonio Donno, il vice-presidente del consiglio di amministrazione. Al termine delle indagini, i finanzieri hanno eseguito su delega della Procura di Lecce, il sequestro delle somme indebitamente percepite, dei conti e dei beni immobili degli indagati, per un valore complessivo di 513.914, 60 euro.

Le indagini, iniziate dalla Polizia locale per presunti abusi edilizi e proseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce per riscontrare possibili distrazioni dei contributi erogati dalla Regione Puglia e dalla Provincia per lo svolgimento di attività didattiche e formative in favore di soggetti videolesi, sono state coordinate dal procuratore aggiunto Valeria Mignone e dal sostituto Annamaria Vallefuoco. In particolare, è stato accertato che alcune delle attività formative rendicontate dall’istituto per non vedenti sia alla Regione che alla Provincia non erano mai state realizzate ed i relativi fondi, in parte, distratti per sostenere i costi di ristrutturazione di alcuni locali dell’edificio, di fatto utilizzati per l’esercizio di un servizio turistico ricettivo.

Sono state inoltre accertate responsabilità a carico di quattro fra dirigenti e funzionari della Provincia, i quali hanno erogato i finanziamenti attestando falsamente la regolarità della documentazione prodotta dall’istituto senza effettuare alcun riscontro in merito alla destinazione delle relative somme e senza alcuna attività di controllo sui giustificativi di spesa presentati a rendiconto. Infine, sono state individuate 15 persone che, in qualità di operatori di un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito della Legge Regionale Puglia numero 14 del 2011, hanno percepito somme per progetti, anch’esse in favore di non vedenti, in realtà mai effettivamente svolte. Tutti indagati, a vario titolo, per i reati di truffa finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.

Per gli inquirenti, l’istituto e, per esso, il suo legale rappresentante ed il vicepresidente, hanno attestato falsamente il possesso dei requisiti richiesti per accedere ad un finanziamento erogato dalla Regione, producendo documentazione, quale registri giornalieri di presenza, relazioni sulle attività svolte ed istanze di partecipazione, attestanti falsamente lo svolgimento di corsi e tutoraggi finalizzati a favorire l’inclusione scolastica di alunni non vedenti. Il tutto all’insaputa di questi ultimi che in molti casi non sapevano neanche di essere stati segnalati tra i frequentatori dei corsi.