Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è indagato per appropriazione indebita e riciclaggio. Il sospetto degli inquirenti, scrive L’Espresso, è che il produttore cinematografico abbia usato i conti correnti della squadra per comprare un appartamento alla fidanzata, ripianare i conti di altre sue imprese del settore dello spettacolo e del cinema e riempire le casse della compagnia aerea Livingston, fallita nel 2011 e per la cui bancarotta Ferrero ha patteggiato un anno e dieci mesi.

Secondo gli investigatori il denaro è stato spostato attraverso un giro di bonifici tra conti correnti privati e delle sue società. Le segnalazioni, si legge nel servizio del settimanale, sono tre. La prima riguarda un conto intestato a Ferrero, su cui tra gennaio 2014 e gennaio 2015 sono arrivati bonifici da varie società dell’orbita del presidente della Samp. Causale, “Massimo Ferrero Cinemas“. Ci sono stati poi una decina di versamenti in contanti per 52mila euro complessivi e altri con il deposito di banconote da 500 euro. Di qui i sospetti di riciclaggio. Nel mirino anche gli assegni e bonifici alla compagna Manuela Ramunni, dipendente di due società di “Viperetta”.

La seconda segnalazione riguarda altri due bonifici per 610mila euro totali disposti da Sampdoria spa a favore di Vici srl, proprietaria di alcune sale cinematografiche. I versamenti avevano come causale “Lavori a Bogliasco”, dove si trova il centro sportivo in cui si allenano i giocatori della Samp. Ma secondo la Gdf non c’è “coerenza tra l’attività svolta con l’oggetto sociale della Vici srl”, cioè le proiezioni cinematografiche, e quella della Sampdoria, che è “esercizio attività sportive”. Insospettisce anche il fatto che, il giorno dopo aver ricevuto il bonifico dalla Samp, la Vici srl abbia emesso 10 assegni circolari per un valore di mezzo milione di euro a favore della Livingston.

La terza segnalazione ha come oggetto un alto conto dell’Unione Calcio Sampdoria sul quale sono stati registrati vari bonifici “a favore di società dello spettacolo e della cinematografia” gestite da Ferrero e dai suoi parenti. Le Fiamme gialle sospettano che “le operazioni possano essere riconducibili al fenomeno delle frodi nella fatturazione”.