È un “classico comunista col cuore a sinistra e il portafogli a destra”. Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, stronca così il rinnovo del contratto tra Fabio Fazio e la Rai, arrivato venerdì dopo mesi di polemiche legate al tetto degli stipendi.

Fazio aveva attaccato per la prima volta a marzo, in un’intervista, anticipando che avrebbe potuto dire addio alla tv di Stato dopo 33 anni: “Abbiamo assistito a un’intrusione della politica nella gestione della Rai che non ha precedenti. La politica non si è fatta custode di un bene, di uno spazio comune. La politica si è intromessa nella gestione ordinaria di un’azienda – erano state le sue parole – Addirittura nei contratti tra viale Mazzini e gli artisti, i presentatori, gli attori di film e fiction. Ho aspettato il parere dell’Avvocatura dello Stato mercoledì sul tetto ai compensi in Rai, prima di intervenire su questo tema ma ora sento il dovere di dire come la penso”.

Era poi tornato alla carica anche a maggio, a Dogliani, durante un incontro con Aldo Grasso: ““Mai l’ingerenza politica è stata così forte sulla tv pubblica. Parlo di gestione dell’azienda, tetto pubblicità, compensi. Non c’è azienda al mondo che possa reggere sul mercato con qualcuno che da fuori detta regole e mette paletti”. Adesso il conduttore di Che tempo che fa è pronto a traslocare su Rai Uno e guadagnerà 2,8 milioni di euro all’anno vedendo lievitare il suo ingaggio di un milione.

“Uno scandalo, un comportamento vergognoso. Quando era stato preventivato di toccare lo stipendio a Fazio voleva scappare in un’altra tv – commenta il parlamentare del Movimento Cinque Stelle – Ora che è arrivato il suo compare Orfeo e gli aumentano lo stipendio non vuole più scappare dalla Rai”. Il contratto era stato infatti il punto saliente della protesta di Fazio che alla Rai aveva imputato la colpa di non valorizzarlo abbastanza.

Poi venerdì, il Consiglio d’amministrazione di viale Mazzini ha approvato nella seduta dedicata prevalentemente allo schema dei palinsesti autunnali 2017 la proposta di contratto per lui: 32 prime serate e 32 seconde serate l’anno per un totale di 11,2 milioni di euro per 4 anni. L’aumento dello stipendio annuale, rispetto all’importo precedente (1,8 milioni di euro) gli verrà concesso a fronte di un impegno maggiorato e sulla rete ammiraglia e che quindi, come suggeriscono dagli ambienti Rai, in proporzione ci sarebbe una flessione del compenso. La proposta presentata dal dg al Cda (come prevede lo statuto per contratti superiori ai 10 mln di euro) è stata approvata a larga maggioranza con l’astensione del consigliere Giancarlo Mazzuca e l’assenza del consigliere Carlo Freccero, che ha lasciato la seduta prima del voto.