Evoca primarie per la leadership e parlamentarie per gli eletti, Angelino Alfano, sbandierando così di voler aggirare il nodo dei “nominati” del listino bloccato nella nuova legge elettorale. Eppure, ne è consapevole il ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare, con il Pd che punta le urne già settembre, tutto rischia di restare al massimo nel novero delle buone intenzioni. O peggio, delle boutade pre-estive, da campagna elettorale. “Uno degli emendamenti che presenteremo prevede la possibilità di non presentare il listino bloccato“, ha sbandierato in conferenza stampa lo stesso Alfano. Perché, rivendica,”sappiamo che l’Inciucellum prevede listini bloccati come parte costitutiva, ma vogliamo che sia consentito ai partiti che non li vogliono usare di non utilizzarli”.

In realtà, potrebbe anche bastare organizzare delle consultazioni interne per permettere agli iscritti di Ap di decidere chi mettere nel listino. Ma, di fronte alle domande de Ilfattoquotidiano.it, Alfano, di fatto, allontana i gazebo. Allo stesso modo come allontana, in caso di voto anticipato, quelle primarie che Alfano aveva annunciato quando aveva cambiato nome al Nuovo centrodestra, trasformandolo in Ap, qualche mese prima della rottura con Renzi. “Vorremmo fare le primarie e le parlamentarie nel caso in cui resti il listino bloccato,  ma questo dipende dalla fretta con cui si andrà al voto. Se il Pd pretende che dobbiamo prendere lo spritz sulla spiaggia, raccogliere le firme e fare le parlamentarie, noi che non abbiamo finanziamento pubblico, a differenza loro, non ce la facciamo“, si è difeso il ministro degli Esteri in conferenza stampa. Per poi attaccare: “Se volete stabilità – è l’appello lanciato agli elettori in vista del voto possibile in autunno, ndr – non votate i partiti della crisi, hanno prodotto instabilità in questo paese”. 

Al di là delle rivendicazioni (“Il 5% non è un problema”, ndr), Alfano dovrà poi fare i conti con la soglia di sbarramento. E non a caso chiama già a raccolta l’universo sparso di moderati e popolari per creare una grande coalizione di centro e provare a “sopravvivere” politicamente. Lo stesso che aveva evocato Denis Verdini, invocando però una “leadership nuova”: “Se siamo pronti ad allearci pure con Verdini e la sua Ala? Noi vogliamo unirci con chi ha i nostri valori e programmi. E non abbiamo nessuna pretesa di guidare questo nuovo soggetto politico. Con il senatore Verdini abbiamo avuto traiettorie diverse…”, ha ammesso Alfano. Per poi lasciare però una porta aperta: “Ci confronteremo con tutti”. Con l’unico scopo: provare a rientrare in Parlamento.