Non lo hanno solo pestato, ma gli hanno tolto anche la vestaglia prima di abbandonarlo davanti al centro della piazza davanti alla chiesa del Divino Soccorso a Reggio CalabriaI carabinieri hanno chiuso il cerchio sull’aggressione a don Giorgio Costantino avvenuta qualche notte fa nel quartiere di Gebbione, nella periferia sud di Reggio Calabria. Su richiesta del procuratore Federico Cafiero De Raho e dell’aggiunto Gerardo Dominijanni, il gip Antonio Scortecci ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare.

Resta in carcere il venticinquenne Giacomo Gattuso, fermato l’indomani dell’aggressione. Vanno ai domiciliari, invece, Agostino Ceriolo (25 anni), Domenico Zampaglione (19), Salvatore D’Agostino (26) e Simone Liconti (26). Per loro l’accusa è di favoreggiamento personale nei confronti di Gattuso che, secondo la Procura, è responsabile di tentato omicidio.

I quattro ragazzi, subito identificati dai carabinieri, hanno reso false dichiarazioni poi smentite grazie alle intercettazioni ambientali registrate prima degli interrogatori nella sala d’attesa della caserma. “Qua ci arrestano a tutti. Ti vedi proprio tu che lo bastonavi” aveva commentato Salvatore D’Agostino dopo essere stato sentito dagli investigatori. E Gattuso “già ipotizzava la pena che avrebbe ricevuto: ‘Minimo ci danno trent’anni’”.

La scena è stata tutta ripresa dalle telecamere della casa canonica. Dal filmato si vede don Giorgio aggredito una prima volta dentro il cortile e poi, dopo una timida reazione, una seconda volta nel piazzale dove è stato abbandonato mentre il branco scappava. È a quel punto che il parroco della chiesa del Divino Soccorso, lentamente si alza e rientra a casa per chiamare i soccorsi.

“Sono sceso per chiudere il cancello. – ha raccontato don Giorgio prima di essere ricoverato e operato per un ematoma alla testa – A quel punto i ragazzi hanno incominciato ad aggredirmi verbalmente, e poi a colpirmi con pugni e calci. Ho provato in ogni modo a difendermi ma senza riuscirci. Ricordo che avevo il telefonino in mano, uno di loro mi disse ‘ha fatto la fotografia’. Pochi istanti dopo si sono avvicinati. Cercai di rimettere in tasca il telefonino, ma me lo hanno strappato di mano. Ricordo che presero il telefono e lo spaccarono per terra. Al mio indirizzo sono state rivolte numerose ingiurie. Ricordo di essere stato chiamato da un ragazzo ‘magnaccio’, a quel punto ho risposto ‘magnaccio sarai tu’, e lui mi ha aggredito sferrandomi pugni e calci. Qualcuno gli disse ‘lo state ammazzando’, anche quando ormai ero per terra ho sentito dire ‘vedi lo hai ammazzato’”.

Gli arrestati hanno dichiarato che don Giorgio Costantino ha sferrato un pugno nei confronti di Gattuso dopo essere stato accerchiato dal branco.  “Vari giovani, con atteggiamento provocatorio e intimidatorio e con movimento corale, – è scritto nell’ordinanza di arresto – facevano indietreggiare don Costantino il quale reagiva tirando un pugno contro il Gattuso. Ciò innescava la furia del Gattuso, il quale colpiva ripetutamente con spiccata violenza il sacerdote. Si vedevano distintamente almeno sei colpi al capo e un calcio”.

Una reazione spropositata quella del giovane finito in carcere: “Nulla – scrive il gip – che possa in alcun modo, neppure lontanamente, fare ventilare seriamente ipotesi di legittima difesa”.