Anche il marito di Ivanka Trump è nel mirino dell’Fbi. Gli agenti federali che stanno indagando sui presunti rapporti tra l’amministrazione di Donald Trump e le autorità di Mosca hanno infatti individuato un alto funzionario della Casa Bianca “vicino al presidente” come elemento chiave per fare luce sulla vicenda. A rivelarlo è il Washington Post, che citando fonti anonime “molto vicine al caso” sottolinea come “l’indagine sul possibile coordinamento tra la Russia e la campagna presidenziale di Trump abbia individuato un funzionario attualmente alla Casa Bianca come persona significativa di interesse”. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’indagine ha raggiunto un punto di svolta ed è entrata in una fase “più attiva“.

Le fonti del Washington Post non hanno rivelato l’identità del funzionario, ma il quotidiano ha ricordato che tra i membri dell’amministrazione Trump con contatti noti con in russi ci sono il genero del tycoon, Jared Kushner, l’attorney general Jeff Sessions e il segretario di Stato Rex Tillerson. Un collaboratore del New York magazine, Yashar Ali, ha scritto su Twitter: “È Jared Kushner, ho la conferma da quattro persone. Non è speculazione“.

E Il New York Times riferisce che, durante il suo incontro del 10 maggio con i funzionari russi, Trump ha parlato dell’ex direttore dell’Fbi James Comey. “Ho appena licenziato il direttore dell’Fbi, era un pazzo“, ha detto il 45esimo presidente americano, specificando che il licenziamento di Comey ha alleggerito “la grande pressione” che stava affrontando. “Mi sono trovato di fronte a una grande pressione a causa della Russia”, ha spiegato Trump, secondo quanto riportato dal quotidiano che cita un documento stilato dopo l’incontro nello Studio Ovale.

Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha subito replicato alle rivelazioni del NYT, spiegando che “mettendo in mostra e politicizzando l’indagine sulle azioni della Russia, James Comey aveva creato una pressione non necessaria sulla nostra capacità di impegnarci e negoziare con la Russia”. Quindi “l’indagine sarebbe comunque andata avanti”, ha detto Spicer, senza negare l’indiscrezione del quotidiano. “Ancora una volta la vera storia – ha osservato il portavoce della Casa Bianca – è il fatto che la sicurezza nazionale sia stata minata dalla diffusione di notizie su conversazioni private e altamente classificate“.

Comey intanto ha accettato di testimoniare “circa il suo ruolo nello sviluppo della valutazione della comunità dell’intelligence sulle interferenze della Russia nelle elezioni del 2016” in una riunione aperta, di fronte alla Commissione intelligence del Senato. Non è ancora stata fissata una data per l’audizione, che dovrebbe però tenersi dopo il 29 maggio. Kushner al momento sta accompagnando Trump nel suo primo viaggio presidenziale all’estero, un tour di otto giorni che parte dall’Arabia Saudita e si conclude al G7 di Taormina, con tappe previste anche in Israele, in Vaticano (dove incontrerà papa Francesco) e a Bruxelles per il vertice Nato del 25 maggio.