Entra commosso in una piazza del Louvre stracolma dei suoi sostenitori, in festa sulle note dell’Inno alla Gioia. Che è l’inno dell’Europa e uno schiaffo agli euroscettici. “Tutti ci dicevano che era impossibile ma non sapevano di cosa era capace la Francia“, dice il neopresidente Emmanuel Macron, che col suo movimento En Marche! nato un anno fa ha conquistato il 66,06% dei voti e travolto Marine Le Pen, ferma al 33, 94%. Dalla piazza – dove le uniche bandiere sono quelle francesi e non si intravedono simboli di partito – chiede ai suoi di non fischiare gli elettori della rivale sconfitta, che hanno espresso “rabbia”. Il suo obiettivo, dice, è che “tra cinque anni non debbano più votare per un partito estremista“.

“Moralizzazione della politica”, lotta al terrorismo e alle “divisioni che ci minano”, mettendo al centro la “difesa del destino comune dell’Europa”, i diritti e l’attenzione per l’ambiente erano il perno del primo discorso della serata, pronunciato davanti alla telecamera e dal suo blindatissimo quartiere generale del XV arrondissement di Parigi. E sono anche quello delle parole pronunciate nella piazza del Louvre. Saluta la folla, chiude il discorso e sulle note della Marsigliese lo raggiungono sul palco l’inseparabile moglie Brigitte coi suoi tre figli e i nipoti. Macron, 39 anni, è il presidente più giovane della Repubblica dopo Napoleone e arriva all’Eliseo senza partiti in sella alla sua creatura En Marche! dopo aver rottamato in pochi mesi un sistema che sembrava immutabile, quello dell’alternanza destra gollista-gauche socialista. Anche se l’ex ministro delle Finanze di Valls, riuscito nell’impresa di vendersi come alternativo al sistema, è figlio dell’establishment.

Ma il record di questo secondo turno è l’astensione al 25,3%, la più alta per un ballottaggio dal 1969. Ed è anche la prima volta da quell’anno che la partecipazione degli elettori è inferiore rispetto al primo turno. Oltre a questo, affiora un altro primato: quello delle schede bianche e nulle, che secondo Le Monde sono il 12% di quelle depositate nelle urne.

Macron: “Ricostruirò il legame tra l’europa e i suoi cittadini” – Durante il primo discorso della serata, a un’ora dalla chiusura dei seggi, il leader di En Marche! si è detto pronto “a scrivere una nuova pagina della nostra storia di fiducia e speranza“, e ha ricordato di non sottovalutare la “empasse democratica e le fratture sociali che ci hanno indebolito”. Poi ha fissato gli obiettivi: “Difenderò l’Europa, la comunanza di destini che si sono dati i nostri popoli”, oltre a ricostruire “il legame tra l’Europa e i popoli che la compongono, tra l’Europa e i suoi cittadini“. Alla base della sua “azione” la “moralizzazione della nostra vita pubblica”. E ancora: “Mi batterò con tutte le forze contro la divisione che ci mina e ci abbatte. Amiamo la Francia, da stasera, e per i prossimi cinque anni, la servirò in vostro nome con umiltà, devozione, determinazione“. Parla a tutta la Francia da Parigi, dove ha letteralmente asfaltato la candidata del Front National: per lui l’89,68% dei voti, mentre la Le Pen si è dovuta accontentare del 10,32% delle preferenze.

E a dieci minuti dalla chiusura delle urne, lei aveva già parlato, annunciando una profonda “trasformazione” del Front national “per costruire una nuova forza politica. Chiedo a tutti i patrioti – ha continuato – di unirsi a noi per questa lotta politica perché nei mesi a venire avrà bisogno di voi”. Ha detto di avere chiamato Macron facendogli gli auguri di buon lavoro. Le Pen esce sconfitta dalle presidenziali, e da lì riparte il cammino del movimento che, come annuncia il numero due del partito Florian Philippot, cambierà nome. Soltanto due i dipartimenti conquistati dal Front: si è imposto nell’Aisne con il 52,91% (47,09% per Macron) e nel Pas-de-Calais con il 52,05% (47,95% per Macron). Ad Hénin-Beaumont, feudo della candidata, la Le Pen ha raggiunto il 61,56% dei voti. Nel complesso, però, il risultato di oggi della formazione di estrema destra doppia però quanto fatto dal padre Jean Marie nel 2002 al ballottaggio con Chirac. Se al primo turno il gollista aveva vinto col 19,9 per cento e il leader di estrema destra si era fermato al 16,9, al secondo turno il fondatore del Front national aveva conquistato il 17,8 dei consensi.

Congratulazioni a Macron dagli Usa a Bruxelles – I primi complimenti al neo presidente arrivano da da Angela Merkel, che tramite il suo portavoce Steffen Seiber scrive: “Auguri di cuore a Emmanuel Macron. La sua è una vittoria per un’Europa unita”.

Da Bruxelles arrivano anche le congratulazioni del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che ha intenzione di invitarlo a intervenire in plenaria all’Europarlamento.”Congratulazioni a Macron, contiamo su una Francia che contribuisca a cambiare l’Unione per riavvicinarla ai cittadini!”. E il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si complimenta coi francesi che con questo voto “hanno scelto la Libertà, l’Uguaglianza e la Fraternità e detto ‘no’ alla tirannia delle ‘fake news'”. Anche Donald Trump commenta il risultato e su twitter scrive: ” Non vedo l’ora di lavorare con lui”.

Felicitazioni anche da parte della premier britannica Theresa May, impegnata per quella Brexit che Macron ha apertamente criticato, che in un messaggio diffuso da Downing Street, ha rivolto al neo presidente francese “congratulazioni cordiali” e si dice pronta a “lavorare insieme su una vasta gamma di priorità condivise”. Congratulazioni via twitter anche da Matteo Renzi, che parla di “straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa“.