Prima le dichiarazioni in televisione, poi il passo indietro. Dopo una giornata di polemiche per le sue frasi ad Agorà su Rai3 sul fatto che “potrebbero esserci Ong finanziate dai trafficanti di migranti” e per la sua inchiesta sul tema a Catania, il procuratore Carmelo Zuccaro, intervistato dall’Ansa, ha precisato che le sue sono solo ipotesi e che al momento non ci sono prove. A chiedere prudenza al pm nel corso della giornata erano stati sia il ministro della Giustizia Andrea Orlando che quello dell’Interno Marco Minniti, che nel corso della giornata lo avevano esortato a “parlare sugli atti e a evitare generalizzazioni”. Al fianco del procuratore si è schierato il vicepresidente della Camera M5s Luigi Di Maio: “Massimo rispetto per Zuccaro”, ha scritto su Facebook, “che denuncia un fatto gravissimo. Il governo mette in dubbio questo allarme. Ma in che razza di Paese viviamo? Questo è il governo del business sull’immigrazione”.

Per tutta la giornata le dichiarazioni di Zuccaro sono state motivo di critiche e attacchi nel mondo politico e non solo. Tanto che il pm in serata ha voluto specificare la sua posizione: “La Procura di Catania“, sono le parole esatte, “ha sul ruolo di alcune organizzazioni sulle operazioni di salvataggio di migranti delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove, neppure quella sui loro finanziamenti”. E ha aggiunto: “Io ho denunciato un fenomeno, e non singole persone, perché se si aspetta troppo tempo rischia di produrre elementi deleteri non più controllabili e questa è una deroga al riserbo, ma anche un dovere per chi deve fare rispettare la legalità”. Zuccaro ha quindi parlato di un’intercettazione “processualmente non utilizzabile”: “C’è un colloquio radio”, ha aggiunto, “tra persone a terra in Libia e altre su una nave che rispondono ‘potete mandarli… noi siamo qui…’ tra gli atti conoscitivi della Procura, ma processualmente non è utilizzabile perché proviene da una fonte non ufficialmente identificabile”. Quindi ha ribadito: “Che ci siano alcune Ong che abbiano contatti con in Libia è un fatto, ma non una prova. Così che a volte spengono i transponder per non fare rilevare la loro presenza, che alcuni migranti chiamano le Ong, situazioni di anticipato soccorso. Così come che alcune iniziative di alcune Ong mettono in crisi l’Italia. Sono tutte ipotesi, che al momento non hanno riscontro. Ma un procuratore che vede e sa queste cose che fa? Non ne parla? Secondo me è un suo dovere farlo”. Il ‘faro’ sulle Ong da parte della Procura di Catania è acceso da tempo. Accertamenti sono stati avviati sul loro proliferare nel mare Mediterraneo, sui loro finanziamenti e anche sul metodo di soccorso e sull’approdo in Italia. E i contatti audio con i trafficanti: “Dalla Libia partono delle telefonate ‘possiamo mettere in mare delle imbarcazioni anche se c’è il mare agitato?’. E da navi vicine ai luoghi di soccorso si risponde ‘fate tranquillamente, tanto noi siamo a ridosso”.

Le frasi finite sotto accusa risalgono a questa mattina: “A mio avviso”, ha detto Zuccaro su Rai3, “alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga“. Un concetto espresso già in un’intervista su ‘La Stampa‘ di qualche giorno fa, quando il procuratore aveva detto di “avere le prove dei contatti tra scafisti e soccorritori”. Oggi, intervistato da Agorà, è andato oltre: “Forse la cosa”, ha detto, “potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi. Moltiplicate 8.500 per 600 euro circa che è il costo di ogni viaggio: sono cifre significative in tre, quattro giorni”. E alla domanda sui possibili allarmismi, ha replicato: “Se l’informazione è corretta questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione“.

Una presa di posizione quella di Zuccraro che, dopo giorni di tensione sull’argomento tra esponenti del Movimento 5 stelle e scrittori come Erri De Luca e Roberto Saviano, ha portato a intervenire a metà mattina il ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Spero che la procura di Catania”, ha detto, “parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna”. Poco dopo è stato lo stesso ministro dell’Interno Marco Minniti a chiedere prudenza rispondendo al question time in Parlamento: “Le questioni sollevate in queste interrogazioni non possono essere sottovalutate”, ha detto partendo dalle richieste di chiarimenti a firma del Movimento 5 stelle, “ma bisogna evitare generalizzazioni. Bisogna anche evitare giudizi affrettati e attenersi a una rigorosa valutazione degli atti”. Il rappresentante del governo ha specificato che sono varie le istituzioni già impegnate sull’argomento: “In questa fase”, ha aggiunto, “sono ancora in corso indagini da parte della procura di Catania e che anche il Comitato parlamentare Schengen nell’ambito di un’indagine conoscitiva, ha recentemente rivolto l’attenzione allo specifico tema. Un’analoga attività di indagine sull’impatto delle Ong sui flussi migratori è inoltre in svolgimento da parte della commissione Difesa del Senato”.

Il tema è al centro del dibattito politico da alcuni giorni. Tra i politici, il primo a sollevare la questione sul ruolo delle organizzazioni umanitarie è stato Luigi Di Maio. Che oggi non ha perso tempo per rafforzare la sua posizione in merito: “Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo” ha scritto su Twitter. Solidale con il procuratore anche la Lega Nord. Il segretario federale Matteo Salvini ha scritto su Facebook: “Cosa dicono la Boldrini, Saviano, Alfano e Papa Francesco? Aiutiamo l’Africa a crescere, non deportiamola in Italia. Bisogna arrestare i trafficanti, affondare tutte le navi usate!”. Chi invece ha chiesto cautela è stato il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana e arcivescovo di Agrigento: “Salvare le vite umane credo sia un dovere di tutti. Tante Ong, generosamente e anche rischiando, vanno incontro a chi sta perdendo la vita o è in prossimità di farlo: credo sia un atto di grande rispetto e che vada sopportato anche da chi sta in terra ferma e decide le sorti di tutti”. Sulla questione delle polemiche, il cardinale ha sottolineato che “se ne spegne una e se ne accende un’altra perché l’immigrazione è fastidiosa soprattutto per chi regge la sua vita sul numero degli elettori, per cui bisogna tentare il più possibile da parte di chi si trova in certi posti di acquistare più simpatia e avere più voti”. Riguardo alle accuse alle Ong “non si può sparare nel mucchio e dir tutto” ha accusato il porporato, osservando che “se io dovessi dire che ‘tutti i politici sono disonesti’ qualcuno alzerebbe il dito per dire ‘come fai a dire che anch’io lo sono’. Non bisogna dire che tutte le Ong approfittano della situazione per arricchirsi. Se ce n’è qualcuna – ha aggiunto Montenegro – si fanno le debite indagine e ricerche, e chi sfrutta questa situazione sarà penalizzato“.