Nove mesi dopo, il governo ha finalmente sbloccato i 10 milioni stanziati come indennizzo per i famigliari delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla Andria-Corato. La Presidenza del Consiglio ha firmato i decreti grazie ai quali verranno disposti i bonifici da 200mila euro che andranno ai parenti delle 23 vittime dello scontro tra i due convogli di Ferrotramviaria. Lo stanziamento era stato voluto dal deputato Francesco Boccia appena due settimane dopo la tragedia, ma l’iter si era poi incagliato e le famiglie negli scorsi mesi avevano protestato per la mancata erogazione del contributo, che dopo l’esame di una commissione tecnica verrà corrisposto anche ai 50 passeggeri rimasti feriti.

A denunciare la lentezza dell’iter burocratico era stato ilfattoquotidiano.it lo scorso 5 febbraio. “I ritardi sono inammissibili e preoccupanti”, avevano detto i legali che assistono i parenti ricordando come “quel fondo era stato pensato perché le famiglie, grazie ad un’adeguata forza economica, fossero libere di scegliere se negoziare le proposte transattive irrisorie e insufficienti” proposte da Ferrotramviaria. Due giorni dopo, dalla Presidenza del Consiglio erano arrivate rassicurazioni sulla tempestività dei bonifici che, dicevano gli uffici di Palazzo Chigi, sarebbero partiti “entro fine mese”. Ce ne sono voluti altri tre per concludere l’istruttoria. L’annuncio è stato dato il 24 aprile dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi. Adesso, finalmente, le famiglie riceveranno la prima tranche di quanto stanziato nell’agosto 2016 all’interno del dl Enti Locali.

Resta ancora aperta l’inchiesta della procura di Trani che dovrà accertare le responsabilità dell’incidente. Al momento sono indagate 13 persone per i reati, contestati a vario titolo, di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose plurime e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Quest’ultimo reato – secondo quanto prospettato dai pm – riguarderebbe la gestione della linea Andria-Corato con il blocco telefonico, sistema di sicurezza considerato ormai obsoleto e il meno efficiente e sicuro tra quelli disponibili.