Una gita in barca a vela finita in tragedia. Martedì Alessandro Fabbri, rinomato cardiochirurgo di 67 anni, ha deciso di prendere il largo sul suo Bavaria di 12 metri. Con lui c’erano la figlia Alessia e il fidanzato Luca Nicolis, 38 e 39 anni, e altri tre amici di Fabbri, Enrico Martinelli, 69 anni, Ernesto Salin, 64, e Carlo Calvelli, 69, tutti e sei residenti nel Veronese. Partiti da Ravenna e diretti a Trapani, sono stati sorpresi dal maltempo in prossimità di Rimini, flagellata da raffiche di vento oltre i 70 chilometri con picchi di 90 chilometri orari intorno alle 13. Gli occupanti della barca hanno chiesto via radio di poter attraccare e gli è stata concessa l’autorizzazione, ma la corrente e le onde hanno sbattuto e ribaltato la barca contro la diga foranea. I soccorritori sono riusciti a trarre in salvo Nicolis e Calvelli, poi condotti in codice rosso all’ospedale Infermi di Rimini. Entrambi i due sopravvissuti, recuperati dai vigili del fuoco, sono stati portati all’ospedale Infermi di Rimini: Calvelli, il più grave tra i due, è attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione, mentre Nicolis è in buone condizioni. Aveva implorato i soccorritori di trovare e salvare la fidanzata, per la quale però non c’è stato nulla da fare.

Al momento dell’impatto con gli scogli, sul porto canale si trovava un fotografo riminese che ha assistito alla scena e ha prestato i primi soccorsi, lanciando poi l’allarme alla Capitaneria di Porto. Uno dei corpi è stato ritrovato quasi subito, trascinato dalla corrente nello specchio di mare all’altezza della spiaggia libera di Rimini, a sud del porto canale. I dispersi, Alessia e due uomini, sono stati individuati solo mercoledì mattina: i soccorsi hanno portato avanti le ricerche senza sosta tutta la notte nella speranza di trovarli vivi, ma è stato tutto inutile. Due corpi erano incastrati nella scogliera, mentre uno era stato trascinato dalla corrente all’altezza dello stabilimento balneare 44. La Procura di Rimini ha aperto un fascicolo per naufragio colposo al fine di accertare le cause dell’incidente.

Alessandro Fabbri era un cardiochirurgo che aveva lavorato all’ospedale di Borgo Trento per poi diventare primario all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Impegnato in politica, era stato vicesegretario provinciale della Democrazia Cristiana e in seguito aveva partecipato alla fondazione del Partito Popolare. “Ad Alessandro Fabbri, che avevo incontrato proprio pochi giorni fa, ero personalmente legato da amicizia e da stima” ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha aggiunto che “alle famiglie colpite da questa terribile tragedia” va “il cordoglio del sindaco e di tutta la città insieme alla mia personale vicinanza, visto che molte delle persone coinvolte, purtroppo, le conoscevo molto bene”.

Nicolis, uno dei superstiti, è il direttore della “Bottega del vino“, uno dei locali più noti e antichi di Verona, nominato nel 2016 dalla rivista americana “Wine Spectator” come uno degli undici ristoranti nel mondo, unico italiano, che da soli “valgono il viaggio” e il cui ricordo “rimane per tutta la vita”. Nicolis, attualmente in osservazione al pronto soccorso, è arrivato in ospedale in uno stato di ipotermia meno grave rispetto a quello di Calvelli, ancora in prognosi riservata.