Nelle 986 pagine dell’informativa sulla Consip il suo nome viene citato decine e decine di volte. D’altra parte si tratta pur sempre dell’ex amministratore delegato della centrale acquisti della pubblica amministrazione. E anche se Domenico Casalino non risulta iscritto nel registro degli indagati delle procure di Napoli e Roma, il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha comunque chiesto spiegazioni al suo assessore al Bilancio che lo ha scelto come consulente.

C’è anche un rivolo siciliano nell’inchiesta che ha coinvolto – tra gli altri – il ministro dello Sport Luca Lotti e Tiziano Renzi, il padre dell’ex presidente del Consiglio. Una”costola” isolana che – come il resto dell’indagine – si muove a cavallo tra le manovre di palazzo e le cronache giudiziarie.  E che anche a Sud di Roma lambisce uomini vicini al cosiddetto Giglio magico. Sì, perché a chiamare a Palermo l’ex numero uno di Consip, ora ceo di Techno Sky, società del gruppo Enav, è stato l’assessore al Bilancio della Regione Siciliana, Alessandro Baccei. Economista partner di Ernst & Young, originario di Firenze come Matteo Renzi e già stretto collaboratore di Graziano Delrio, Baccei era stato inviato sull’isola proprio dall’ex premier per tenere d’occhio i bilanci siciliani. Una sorta di subcommissario renziano del governo Crocetta, con il quale infatti il presidente ha polemizzato più volte. E adesso che il manager viene citato nelle carte dell’indagine sulla Consip, ecco che Crocetta costringe l’assessore renziano a spiegare pubblicamente il motivo della sua scelta.

“Conosco Casalino da alcuni anni, quando gli ho parlato della carenza di professionalità all’interno della nostra Centrale unica di committenza, s’è offerto di darci una mano nell’individuazione merceologica non sanitaria. È una persona che ha molta esperienza, non capisco dove stia il problema. Le intercettazioni dell’inchiesta Consip? Non è indagato, se lo sarà si vedrà”, dice Baccei all’agenzia Ansa. “Casalino starebbe continuando a dare il suo contributo sulle gare“, scrivono gli investigatori a pagina 510 dell’informativa in cui riportano stralci delle intercettazioni tra l’ex numero uno di Consip e Italo Bocchino, già parlamentare di Futuro e Libertà diventato consulente di Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano al centro dell’inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione.

“Casalino continua a vantare ingerenze in seno a tale organismo”,  si legge sempre nelle carte dell’indagine. Gli inquirenti, infatti, sottolineano come “il contatto Consip di Bocchino sia rappresentato effettivamente da Domenico Casalino, con il quale indica di aver parlato. Bocchino, con riferimento all’incontro con Casalino, comunica a Alfredo Romeo che deve dirgli quello di cui non poteva parlargli al telefono (circostanza che disvela illeceità degli argomenti trattati) e segnatamente che Casalino si era visto con Marroni (Luigi Marroni, attuale amministratore delegato di Consip e fino a questo momento testimone chiave dell’inchiesta ndr) velocemente e che si sarebbe rivisto con quest’ultimo lunedì primo febbraio insieme a Bianchi (Alberto, l’avvocato tesoriere di Open, la fondazione di Renzi)“.

È proprio in relazione a questi passaggi dell’inchiesta Consip – nella quale, vale la pena di specificare, Casalino non è indagato – che Crocetta ha chiesto ufficialmente spiegazioni all’assessore Baccei. La nomina dell’ex numero uno di Consip come consulente dell’assessore risale al 13 gennaio scorso, è a titolo gratuito, ed ha una durata di tre mesi. Casalino, si legge nella scheda d’incarico, è stato scelto per fare da “supporto alla definizione delle strategie di acquisto, supporto alla definizione e dei processi della centrale di acquisto nonché assistenza e supporto tecnico-metodologico nella predisposizione dei bandi di gara in ambito non sanitario”.