Il Comune di Roma sta valutando se annullare la delibera sullo stadio della Roma. Una decisione, come spiega il M5s con il deputato Alfonso Bonafede, che potrebbe essere presa in via cautelativa. “Ma al momento non cambia nulla” dice Bonafede che insieme al collega Riccardo Fraccaro fa da “tutor” – a nome del Movimento – della sindaca Virginia Raggi. “La sindaca ha a cuore l’interesse del Comune” aggiunge Bonafede. All’interno della maggioranza ci sono state “diverse opinioni”, come ammette il capogruppo all’Assemblea Capitolina Paolo Ferrara, ma ora viene assicurato che sono state superate. Anche per questo motivo l’incontro in programma mercoledì 22 febbraio tra la sindaca Raggi e la Roma calcio è stato rinviato di due giorni.  “Ci aspettiamo un esito decisamente positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario, sarebbe una catastrofe per il futuro dell’As Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia”, commenta su twitter il presidente della società giallorossa, James Pallotta, in vista dell’incontro di venerdì sullo stadio della Roma.

Intanto, però, sul caso stadio si concentra anche l’intervento del garante nazionale del M5s, Beppe Grillo, che parteciperà a un incontro con i consiglieri e la stessa sindaca Raggi. “La Raggi si sta muovendo a scopo cautelativo – dice Grillo uscendo dall’Hotel Forum – e farà una dichiarazione tra uno o due giorni: e così si chiuderà questa storia dello Stadio in un modo o nell’altro”. Nel merito Grillo aggiunge che, quanto all’interesse pubblico, “parliamo di un’opera da un milione di metri cubi dove lo stadio rappresenta il 15 per cento. E l’85 per cento sono altre cose”. Ad ogni modo “se lo stadio si farà o no questa non è una mia decisione, la risposta la daranno Virginia e il consiglio”. Una situazione “un po’ complessa” la definisce Grillo che alla fine se la cava con una battuta: “Sullo stadio non posso darvi una risposta perché la mia proposta era di farne due: uno sott’acqua e uno sopra, sulle palafitte!”. Battute a parte, il fondatore del M5s specifica poi “nessuno è contrario ad uno stadio, c’è una discussione sulla sua collocazione”.

Parole che hanno provocato l’immediata replica dei proponenti del progetto. “Dopo cinque anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto di leggi, regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor Di Valle”, dicono sottolineando poi che”l’area è sicura dal punto di vista idrogeologico e anzi il progetto, con investimenti totalmente a carico dei privati, va a sanare il rischio idrogeologico presente nel quartiere limitrofo di Decima, ben al di fuori del sito dove verrà progettato lo Stadio e dove abitano oltre 10mila romani”.

Ad ogni modo, se davvero la delibera sarà annullata, le opposizioni all’Assemblea Capitolina chiedono che la decisione passi per l’aula e sia presa soltanto dopo il voto di tutti i consiglieri e non con una delibera di giunta. La capogruppo del Pd in consiglio, Michela Di Biase, incalza: “Il sindaco Raggi – sottolinea – ancora non ha detto se vuole o non fare lo stadio. L’unico dato certo al momento, è il parere negativo che il comune di Roma ha inviato alla conferenza dei servizi che si chiuderà il 3 marzo. Sono mesi che si parla della vicenda stadio, negli ultimi giorni il dibattito si è fatto più serrato. Al di là delle sortite ridicole e qualunquiste di Grillo, nulla sappiamo su come il Comune intende procedere”. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta: “Roma e l’Italia muoiono di no, quindi se c’è qualche imprenditore che vuole recuperare spazi degradati facendo anche business ovviamente, ben venga”. “Non penso che gli italiani e i romani – conclude -abbiano votato i Cinquestelle solo per dire no, no e no”.

La senatrice Paola Taverna, sempre vicina alle questioni romane e della giunta M5s, dice però di non sapere nulla della delibera: “Me ne state parlando voi, io ero da Grillo per parlare della funzione Activism sulla piattaforma Rousseau”. La Taverna insiste che lo stadio “vogliamo farlo e farlo nelle regole: non vogliamo privare Roma di un’opera così importante. Noi ce la stiamo mettendo tutta e non vogliamo né una cementificazione né speculazioni. Se riuscissimo a dare uno stadio alla città, perché dire no?”.