“Sono sempre stato fuori dalle correnti del Pd. Sono sempre stato un problema per Bersani, D’Alema, per Veltroni, perché ho sempre rotto le scatole. Ma sono molto legato al Pd, perché è un partito che mi ha sempre consentito di rompere le scatole, salvando la pellaccia. Nel M5S quanto sarei durato? Un quarto d’ora, 20 minuti“. Sono le parole pronunciate a Dimartedì (La7) dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ieri ha ufficializzato la sua candidatura alla segreteria del Pd. “Non parliamo poi di quanto sarei durato in Forza Italia” – continua l’ex sindaco di Bari – “anche se oggi stranamente Berlusconi ha detto che gli sono simpatico. Non vorrei che fosse un messaggio per Renzi“. “Forse gli è simpatico perché è magistrato e di Bari”, commenta ironicamente Giovanni Floris, facendo riferimento alla vicenda di Patrizia D’Addario. “Lei è cattivello”, replica Emiliano che prosegue con un duro j’accuse al Pd e alla gestione renziana: “Il Pd è quasi tutto fuori dal Pd. Nelle sezioni d’Italia chi presidia, anziché attirare gli iscritti, li caccia. Ho una visione antica del partito coi circoli e Renzi preferisce i gazebo? Certo, un gelatino, una gazzosa ed è tutto a posto. Io non candido me stesso, ma candido un modello di governo: abbiamo inventato la politica, che non parte dai vertici, ma dal basso. A me piacerebbe avere un partito” – continua – ” dove la tessera permette di prendere decisioni trasparenti e chiare, non come quelle della base dati del M5S. Mi sarei aspettato da Renzi questo tipo di modernità. Ha persino un amico molto bravo con l’informatica, se non sbaglio. Come si chiama? Carrai? Anziché occuparsi di servizi segreti, avrebbe potuto strutturare la piattaforma web del Pd”. E rincara: “Perché Renzi non lascia la politica? Perché è l’unica cosa che può fare, non ha un lavoro, è un uomo politico sin da quando è bambino. M5S? Continuo a pensare che questi 8 milioni di voti del movimento non possano essere un frigo dal quale non esce mai nulla, se non pettegolezzi o mal governo. In qualche maniera devono diventare di interesse del Pd, nel senso che” – prosegue – “bisogna rispettare le ragioni che hanno spinto milioni di italiani a votare il M5S e a creare un movimento di cittadini forse inesperti, e talvolta eccessivamente violenti verbalmente. che però di fronte a un Paese in rovina hanno avuto uno scatto e hanno deciso di mettersi in campo e ragionare. Il Pd non può criminalizzare questa gente