C’era una volta un amico bellissimo. Era biondissimo e altissimo. Lavorava in una boutique elegantissima. La sua collega era una signora affascinantissima nonostante, ai miei occhi, non fosse più giovanissima.

Fine. Anzi, inizio. Sulla prestigiosa Enciclopedia Treccani datata 1934, si legge:

MENOPAUSA (dal gr. μήν “mese” e παύω “finisco”) – È la cessazione delle regole mensili, che significa nella donna la fine della vita sessuale.”

Sul più moderno “Universo del Corpo” invece, viene descritta così:

Menopausa – Il termine menopausa (composto delle parole greche μήν, “mese” e παῦσις, “fermata”), indica la scomparsa definitiva delle mestruazioni, e quindi dell’attività riproduttiva femminile, dovuta all’esaurimento della funzione ovarica. La menopausa, che nella donna europea interviene all’età media di circa 50 anni, è preceduta e seguita da un periodo di durata variabile, caratterizzato da una complessa fenomenologia neurovegetativa, somatica e psichica che viene indicato come climaterio (dal greco κλιμακτήρ, “gradino”).”

Torniamo alla mia storia iniziale visto che la signora affascinantissima avrà avuto, allora, circa cinquant’anni (io ne avevo venti). Non ho mai pensato fosse “vecchia”, anzi mi soffermavo sullo charme, sul rossetto, sulle unghie laccate, sulla sua sensualità e sull’amare se stessa.

Leggendo la definizione della Treccani del secolo scorso, sembrerebbe che con la menopausa si chiudano tutte le possibilità, le fantasie, la libido, nonché gli accoglienti pertugi.

In questa interessante ricerca condotta in Gran Bretagna e pubblicata sul BJOG: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology, si evidenzia il fatto che 1 donna su 10 tra i 50 e i 60 anni, accusa dolore durante i rapporti e faccia fatica a parlarne per imbarazzo o timore. In generale riscontro che poche mie coetanee accolgono questo momento della vita senza paura. Paura di cosa? Di invecchiare? Di ingrassare? Di non avere più rapporti sessuali soddisfacenti? Di avere vampate di calore in pubblico? Di non essere desiderabili come un tempo? Di vedere il proprio corpo ammorbidirsi, afflosciarsi, modificarsi? Di essere più sensibili davanti ad un film?

Ecco allora un decalogo per vedere il lato positivo:

1) il sollievo di non utilizzare più assorbenti
2) il nervosismo della sindrome premestruale, dove la mettiamo?
3) quella bella morbidezza sui fianchi piace tanto agli uomini
4) si diventa più zen e sagge
5) il seno spesso è molto più grosso e sodo. Evviva!
6) si affronta ogni giorno con la lucida e grata consapevolezza che invecchiare significa avere la fortuna di vivere
7) l’insonnia dà l’opportunità di leggere libri che di giorno non riusciremmo nemmeno a sfogliare
8) la memoria a breve termine a volte è un bene, no?
9) l’umore ballerino ce l’hanno anche le 20enni mestruate o i 40enni mai contenti, eh
10) gli idratanti vaginali – che poi sono i cari vecchi lubrificanti – oggi si trovano anche all’aroma di Mojito o zucchero filato.

Per i curiosi, sto vivendo la menopausa benissimo, sono seguita da una brava ginecologa, faccio periodicamente esami del sangue, mammografia, controllo pressione e vitamina D etc. etc. Mi muovo molto, pratico meditazione e cerco di avere sempre le unghie laccate. Bisogna innanzitutto volersi bene, non sentirsi come Gloria Swanson ma come l’affascinantissima signora della boutique.

Potete seguirmi anche sul mio sito http://www.sensualcoach.it/