M5S? Non credo affatto che il movimento sia vicino a Trump. Anzi, penso che il M5S sia ciò per cui oggi non abbiamo Trump”. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, durante Otto e Mezzo (La7), sul rapporto tra M5S, elettorato grillino e il neo-presidente degli Stati Uniti. “Il M5S” – spiega – “nei suoi aspetti concreti, giuridici, parlamentari e politici, è molto più vicino alla sinistra, al punto che sull’immigrazione e sulla famiglia vota spesso in modo simile al Pd. E questa, peraltro, è un’accusa spesso lanciata da Giorgia Meloni. Per questa ragione, Grillo dovrebbe chiarire le sue idee su quello che è il suo movimento”. La firma del Fatto si sofferma sull’”effetto Trump” nel movimento pentastellato: “Grillo cerca di cavalcarlo, ma così rischia di perdere consensi a sinistra e di dire anche emerite sciocchezze. Al di là di quello che Grillo ha detto al settimanale francese “Journal de Dimanche” e di quello che non hanno detto Fico e Di Maio, che si sono allontanati dal parere del leader M5S, trovo che ci siano due aspetti da considerare nel rapporto tra i 5 Stelle, elettorato grillino e Trump. Me ne sono accorto leggendo i commenti al mio articolo molto critico nei confronti di Trump. E gli insulti più forti, belli e ricchi” – continua – “mi sono arrivati da elettori grillini, secondo cui Trump è stato eletto democraticamente e sta facendo quello che ha promesso, quindi non si deve rompere le scatole. E’ vero, ma non è che devo stare zitto se uno fa le cose che ha promesso e queste cose sono orrende. Anche Hitler aveva avuto il consenso del popolo. Bisogna che certa gente abbia le idee un po’ chiare sulla democrazia”. E aggiunge: “Il rischio per gli elettori grillini e soprattutto per Grillo è quello di odiare così tanto il cosiddetto “establishment” da esultare in maniera indiscriminata, a prescindere da chi vince. Questo è surreale e clamoroso perché si rischia di passare dalla padella alla brace”. Scanzi si pronuncia anche su Matteo Renzi (“Non ha più il polso della situazione”) e sui favoriti della nuova legge elettorale: “Renzi non raggiungerà mai il 40%, a dispetto di quello che dice lui. Il M5S non fa alleanze e al 40% non ci arriva. Paradossalmente potrebbe farcela il centrodestra, l’unico che ingoierebbe il rospo per fare una lista unica. Un Salvini, una Meloni, un Berlusconi e persino un Alfano per prendere un 2-3% ci potrebbero anche provare”