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M5S, Beppe Grillo benedice Trump e Putin ma smentisce: “Mai detto che servono uomini forti come loro”

di | 22 gennaio 2017
M5S, Beppe Grillo benedice Trump e Putin ma smentisce: “Mai detto che servono uomini forti come loro”
Politica

Il fondatore e leader del M5S rilascia una lunga intervista al quotidiano francese Journal du Dimanche. "La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro", si legge a proposito di Trum e Putin ma la frase viene smentita. Sul presidente-magnate: "Sta facendo bene ma la sua immagine è distorta dai media". L'Europa? "All'apice del suo fallimento, voglio Eurobond, svalutazione della moneta del 20% per i paesi del Sud, tutela dei prodotti, revisione del disavanzo del 3%"

“La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come Donald Trump e Vladimir Putin”. Parole di Beppe Grillo apparse in un’intervista esclusiva al settimanale francese Journal du Dimanche poi smentite dal leader del Movimento Cinque Stelle che in un post accusa ancora i “traduttori traditori”. “Non l’ho mai detto, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un punto di partenza molto positivo, perché apre a scenari di pace e distensione”, si legge in una nota.
Chiuso l’episodio resta un giudizio benevolo  verso il magnate-presidente. “Deve prima andare dal parrucchiere, cambiare il tuo look!”, scherza ma poi si dice “abbastanza ottimista”:  “Ho letto uno dei suoi libri in cui scrive cose molto sensate, la necessità, per esempio, di riportare l’attività economica negli Stati Uniti. Ha detto ciò che era necessario sul protezionismo cinese. Trump sembra moderato, i media hanno distorto le sue opinioni. La percezione che abbiamo di lui è distorta”. Il leader M5S dichiara di apprezzare le sue prime mosse approvando come un fatto positivo la pressione esercitata perché le grandi aziende non vadano in Messico, ma rimangono negli Stati Uniti, esentandole da pesanti tasse. “Sostiene la piccola impresa e il ritiro dei militari americani di stanza in tutto il mondo. Sono d’accordo con tutto questo”.
Dagli Usa all’Europa. Si sente europeo? Chiede il giornalista. “Sì, ma il suo record è un fallimento totale. Questa è una macchina enorme, con due parlamenti a Bruxelles e Strasburgo, per soddisfare i francesi. L’Europa è nata con Jean Monnet, poi cambiò in Ceca, Euratom, CEE. Mi piaceva la parola “comunità”. E poi è stata chiamata “unione” per la moneta, che dovrebbe essere in comune e non unica. Io sono per un’Europa diversa, dove ogni Stato può adottare il suo sistema fiscale e monetario. Vorrei gli Eurobond, un euro svalutato del 20% per i paesi dell’Europa meridionale, la tutela dei nostri prodotti rispetto a quelli provenienti dall’estero, una revisione del disavanzo del 3% budget. Non riesco a trovare lo spirito dell’Europa”.Non mancano, nell’intervista, le critiche alla gestione dell’emergenza migranti: “i profughi che arrivano in Italia sono obbligati dalle regole europee a chiedere asilo nel primo Paese di ingresso, mentre loro vorrebbero andare via”.

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