Durissimo j’accuse pronunciato a Omnibus (La7) dal sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente contro la Protezione Civile e il governo sulle modalità di gestione crisi da parte dello Stato. “Questo è un Paese che si sta sgretolando” – esordisce Cialente, che parla anche di “Paese spappolato” – “Nessuno si assume più le proprie responsabilità. In uno Stato così mal organizzato e mal strutturato l’unica preoccupazione è che ognuno si metta al sicuro. Io, da sindaco, ho dovuto gestire la paura e il panico dei cittadini, tanti dei quali hanno lasciato la città. Il 21 gennaio la Commissione Grande Rischi dice che può avvenire un sisma del settimo grado, terremoto che interesserà l’Italia Centrale, senza specificare le zone e lasciando tutti in questa bolla di vaghezza”. E aggiunge: “Io invece mi aspetto che il governo e la Protezione Civile ci dicano cosa fare. E questo ho chiesto con una lettera alla Protezione Civile, che mi ha risposto all’1 di notte e mi ha detto di valutare la vulnerabilità degli edifici pubblici. Tutti i sindaci sanno che l’indice di vulnerabilità va da 0, che è il minimo, a 1, che è il massimo. E in Italia quasi nessun edificio pubblico, dalle scuole agli ospedali, è adeguato. Non solo: la Protezione Civile mi ha scritto che l’eventuale decisione di chiudere questi edifici è solo mia”. Cialente spiega che non esiste una legge che regolamenta la chiusura di strutture pubbliche sulla base dell’indice della vulnerabilità, ma che tutto è affidato all’arbitrio del sindaco, motivo per il quale, in caso di crolli degli edifici, sono i sindaci a essere immediatamente sottoposti a indagine. “I responsabili rimangono solamente i sindaci a cui rimane sempre in mano il cerino” – s’infervora il sindaco abruzzese – “Circa l’Hotel Rigopiano si sapeva che sarebbe arrivata la neve, ma non c’erano turbine a sufficienza. Una turbina era rotta e la Provincia non aveva 25mila euro per aggiustarla, né i soldi per acquistare spazzaneve. Di chi è la responsabilità? Ma vogliamo cominciare a mettere in sicurezza il Paese? E chiedo a questo Parlamento: possiamo continuare a giocare al gioco del cerino? E’ arrivato il momento in cui dobbiamo dire la verità ai cittadini. Non è giusto continuare così”