La commissione Grandi Rischi aveva lanciato l’allarme, i sindaci della zona sono anche arrivati a chiudere le scuole sine die e la vicenda è finita direttamente sul tavolo del ministro Graziano Delrio. A questo punto lo stesso presidente della commissione che aveva lanciato l’allerta tenta una retromarcia: “la diga di Campotosto non rischia pericolo imminente di effetto Vajont“. A parlare in questi termini è il presidente della Grandi Rischi Sergio Bertolucci, poche ore dopo aver lanciato l’allarme dai microfoni del Tg3. “Nella zona di Campotosto (piccolo comune in provincia di L’Aquila ndr) c’è il secondo bacino più grande d’Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è l’effetto Vajont” aveva detto, aggiungendo che “se si avverte un aumento del rischio, bisogna immediatamente renderlo trasparente alle autorità e alla popolazione“. Anche per questo motivo, continuava, “non possiamo assolutamente abbassare la guardia soprattutto per quanto riguarda gli edifici strategici come scuole o ospedali”.

Appena 24 ore prima, tra l’altro, la Commissione Grandi Rischi aveva comunicato che “ad oggi non ci sono evidenze che sia in esaurimento” la sequenza sismica iniziata con il terremoto dello scorso 24 agosto nell’Appennino Centrale e proseguita poi con altre scosse il 26 ed il 30 ottobre e, da ultimo, il 18 gennaio”. Per questo motivo l’organismo aveva sottolineato la possibilità di possibili nuovi eventi ancora più intensi nelle zone vicine, fino ad una magnitudo 6-7.

Dichiarazioni che hanno portato la senatrice del Pd Stefania Pezzopane ad annunciare un’interrogazione sul tema. “Viviamo momenti drammatici in Abruzzo – dice l’esponente dem – molte frazioni dell’Aquilano e di altre province abruzzesi sono ancora isolate, senza luce e riscaldamento. Tra emergenza neve e un numero impressionante di scosse in atto, sono ore di angoscia e di paura. In questo clima di estrema precarietà e di alta tensione il comunicato della Commissione Grande Rischi, che annuncia con poche righe, future scosse di magnitudo tra 6 e 7, ha gettato la gente nel panico e molti amministratori nel più completo abbandono. Domani presento un’interrogazione al Presidente del Consiglio, affinché venga chiarito il senso di questa comunicazione e quali provvedimenti verranno assunti di conseguenza”.

A scatenare il panico nella zona della diga, però, sono state soprattutto le parole di Bertolucci sull‘effetto Vajont. È il caso del comune di Leonessa, in provincia di Rieti, dove il sindaco, Paolo Trancassini, ha addirittura deciso di varare un’ordinanza per “tenere chiuse le scuole sine die; dopo aver letto quanto dice la Commissione Grandi Rischi”. Allarmato anche il primo cittadino di Montereale, Massimiliano Giorgi. “La situazione in Alto Aterno è drammatica. La gente ha paura, il comunicato stampa come quelli della Commissione grandi rischi ha allarmato tutti, scuole inagibili, municipi inagibili, verifiche da fare per migliaia di abitazioni, da giorni chiediamo una tensostruttura per ospitare le persone nella frazione di Cesaproba non fornita semplicemente per cavilli burocratici”, dice Giorgi al termine di un vertice svoltosi nel comune più grande dell’alta valle dell’Aterno, epicentro dei terremoti del 18 gennaio scorso, contestualmente interessato da giorni di copiose nevicate.

È a questo punto che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio ha deciso di convocare per domani pomeriggio una riunione sulle Grandi dighe delle regioni del Centro Italia colpite dai recenti eventi. Il ministero esercita, infatti, un’azione di vigilanza tramite la Direzione generale specifica.  All’incontro parteciperanno la Protezione civile, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, le Regioni coinvolte e i gestori che hanno la responsabilità dei controlli.

Nel frattempo il presidente della Grandi Rischi Bertolucci ha fatto un passo indietro. “Non c’è nessun pericolo imminente di un effetto Vajont” ha detto, sottolineando però che ” è importante continuare a monitorare l’evoluzione sismica in quella zona” in quanto “esiste un aumento della pericolosità dovuta ai movimenti della faglia”.

Intanto  anche l’Enel – che gestisce l’infrastruttura abruzzese – sottolinea che “non si rileva alcun danno alla diga di Campotosto” rilevando che “alla luce della difficile situazione idrogeologica di questi giorni si è comunque deciso, come misura cautelare, estrema, di procedere ad una ulteriore progressiva riduzione del bacino”. A confermare il “buono stato delle opere“, secondo l’azienda energetica sono “tutti i controlli previsti eseguiti da Enel in questi giorni, compreso il volo con elicottero effettuato nella giornata di venerdì. Il volume attualmente invasato è di circa il 40%, quindi molto basso”.