Il Parlamento europeo vota per eleggere il successore del presidente uscente Martin Schulz. E se la sfida alla vigilia del voto era tra Antonio Tajani per i popolari e Gianni Pittella per i socialisti, i gruppi Ppe e Alde hanno siglato un accordo di cooperazione che di fatto spinge l’esponente forzista verso la presidenza dell’eurocamera. E anche il leader Efdd Nigel Farage ha espresso di fatto la sua preferenza per Tajani, definito “il candidato più pragmatico”. Se a prevalere dovesse alla fine essere lui, i socialisti non potranno che dare battaglia per una delle altre presidenze, detenute al momento da altri due popolari, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Una situazione che potrebbe essere risolta solo su un altro tavolo, quello delle cancellerie degli Stati membri dell’Ue.

I capigruppo di Ppe e Alde, Manfred Weber e Guy Verhofstadt, spiegano che la coalizione formata all’eurocamera punta a “riformare l’Europa” e invitano gli altri gruppi a unirsi al progetto. Come parte dell’accordo entrambi i gruppi sosterranno la candidatura di Antonio Tajani alla presidenza del Parlamento europeo. “Vogliamo agire insieme per portare risultati ai cittadini europei”, spiega Weber. “La nostra – dice Verhofstadt – è una coalizione di idee per cambiare direzione all’Ue“. Ma nel corso del suo intervento in aula il candidato dei socialisti Pittella si è scagliato contro l’accordo tra i due gruppi. “Non ci sarà più una grande coalizione – ha detto – un’intesa privilegiata tra i grandi gruppi, perché c’è bisogno di chiarezza, di una visione limpida e civile, che è cosa diversa da instabilità e paralisi”. Per parte sua, Tajani – che in aula ha parlato in inglese, spagnolo, italiano e francese – sollecita la necessità “di un parlamento forte, di un buon presidente, un buon portavoce che lavori per tutti, un presidente che non sia un primo ministro, ma che abbia esperienza per difendere la libertà del parlamento di fronte a Commissione e Consiglio”.

La delegazione del Movimento 5 Stelle ha deciso di non sostenere “né Pittella né Tajani” che definisce “figli della stagione politica più fallimentare nella storia d’Europa. Con loro perderà ancora l’Europa dei cittadini”. Per M5s i due candidati “sono gli emissari di Renzi e Berlusconi in Europa. Le loro scelte politiche hanno creato il vuoto di rappresentanza e la crisi dell’Unione europea. Non appoggiamo oggi e non appoggeremo mai un presidente che non si batte per tutelare i diritti dei cittadini e dei popoli europei, e che non conosce i valori della democrazia diretta e della partecipazione. Pittella e Tajani rappresentano il sistema che noi combattiamo”, concludono gli eurodeputati.

Con il sostegno a Tajani, il candidato liberale dell’Alde Guy Verhofstadt ha ritirato la sua candidatura. Ad annunciarlo in apertura di seduta è stato Schulz. “L’Europa è in crisi – si legge nel testo dell’accordo – una coalizione pro europea è necessaria. Per questo Ppe e Alde, al di là delle loro differenze ideologiche, hanno deciso di lavorare insieme strettamente e offrire una piattaforma comune come punto di partenza per questa cooperazione pro europea”. La votazione prevede tre chiamate a scrutinio segreto (la prima alle 9) in cui il candidato, per essere eletto, deve raccogliere la preferenza di 376 deputati, ovvero la maggioranza assoluta. In caso contrario, dalla quarta votazione in poi, è sufficiente la maggioranza relativa dei voti. Oltre a Tajani e Pittella, sono in corsa anche Helga Stevens (Conservatori e riformisti), Eleonora Forenza (Sinistra unita), Jean Lambert (Verdi) e Larentiu Rebega (Europa delle nazioni e la libertà).

Primo scrutinio – Tajani avanti con 274 voti. 683 i voti validi, per essere eletto avrebbe dovuto quindi raggiungere quota 342. Gianni Pittella ha avuto 183 voti, Stevens 77, Lambert 56, Forenza 50 e Rebega 43. Dopo il primo scrutinio nessuna candidatura è stata ritirata e nessuna aggiunta. Hanno votato 718 deputati, 35 le schede nulle. Tajani ha incrementato i propri consensi rispetto al perimetro del gruppo Ppe, che conta 217 membri. Pittella è invece leggermente al di sotto (nel gruppo S&D sono 189 i deputati). Hanno incrementato di pochissimo, mantenendo dunque il pieno sostegno dei loro gruppi, gli altri candidati, espressione di conservatori, verdi, sinistra unitaria, Europa delle nazioni.

Secondo scrutinio – Tajani ottiene 287 voti, 14 in più rispetto al primo scrutinio. Anche Pittella è in crescita (+17) e ora a quota 200. I voti espressi sono stati 725, di cui nulli 34; i voti validi sono stati 691; la maggioranza necessaria era quindi di 346 voti (50% più uno). Eleonora Forenza (Gue/Ngl) ha ottenuto 42 voti; Jean Lambert (Verdi) 51; Helga Stevens (Ecr) 66; Antonio Tajani (Ppe) 287; Gianni Pittella (S&D) 200; Laurentiu Rebega (Enf) 45. “Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta, quindi si va alla terza votazione”, ha concluso il presidente Martin Schulz.