L’ambasciatore italiano in Libia smentisce che a Tripoli sia mai avvenuto un golpe e assicura che “le sedi istituzionali nelle quali opera il governo di accordo nazionale continuano a lavorare“, ma nella ex capitale la situazione rimane estremamente complicata e confusa. Il Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale di Fayez al Sarraj ha incaricato le forze armate di ristabilire l’ordine e contrastare i gruppi armati che rispondono gli ordini di Khalifa Ghwell – l’ex premier del dissolto governo libico islamista di salvezza nazionale – che giovedì ha preso possesso delle sedi dei ministeri della Difesa, dei Martiri e del Lavoro. Intanto secondo il portale Libya Herald la potente brigata dei “Rivoluzionari di Tripoli“, uno dei gruppi più numerosi e potenti, avrebbe dichiarato ieri sera lo stato di emergenza nella capitale.

Secondo fonti citata da Libya Herald, quella messa in atto dagli uomini di Ghwell non sarebbe stata una vera azione armata, ma di un tentativo di cacciare i funzionari e delegittimare al-Sarraj. In serata però, hanno raccontato alcuni testimoni da Tripoli, si sarebbero sentiti colpi di arma da fuoco. E le forze fedeli al governo di unità nazionale avrebbero ripreso il controllo dei dicasteri.

La situazione di Tripoli, già difficile, è stata complicata dalla riapertura dell’ambasciata italiana avvenuta martedì. Secondo il sito The Libya Observer le autorità di Tobruk, città nell’est del Paese che ospita il parlamento non riconosciuto dalla comunità internazionale, si scagliano contro la mossa di Roma, definendola una “nuova occupazione“. Il ministero degli Esteri del ‘governo’ guidato da Abdullah al Thani e al quale fa riferimento il generale Khalifa Haftar, riporta la stessa fonte, ha inviato mercoledì una “nota diplomatica urgente” a tutte le ambasciate e i consolati libici all’estero per informarli di quello che viene definito “il ritorno militare dell’ambasciata italiana” a Tripoli. “Una nave militare italiana carica di soldati e munizioni è entrata nelle acque territoriali libiche. Si tratta di una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e una forma di ripetuta aggressione“, sostiene la nota di Tobruk, sempre secondo quanto riferisce Libya Observer. Il riferimento è alla nave San Giorgio della Marina Militare italiana che – inquadrata nell’Operazione Sophia di EunavforMed, e assieme alla nave olandese Rotterdam – ha il compito di addestrare personale della Guardia Costiera libica su richiesta del governo di Tripoli.

Per gli italiani nel Paese la situazione pare complicarsi. Giovedì sera il direttore dei servizi segreti esteri (Aise) Alberto Manenti, e il generale italiano che lavora per la missione Onu in assistenza a Sarraj, Paolo Serra, sono stati evacuati dal Ministero per l’arrivo in forze dei miliziani di Ghwell. La notizia è riportata anche dal sito libico Al Marsad e confermata da diverse fonti giornalistiche, ma il Copasir nega: “Notizia completamente infondata”, si legge in una nota di Giacomo Stucchi, che del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è il presidente. E fonti italiane vicine al dossier sottolineano che il sedicente ‘governo di Tobruk guidato da al-Thani non è un’entità riconosciuta dalla comunità internazionale e mira solo a creare tensioni attraverso “strumentalizzazioni” che i media possano montare.

Nonostante la situazione sul terreno sia estremamente fluida, Bruxelles continua a puntare sulla possibilità di replicare, a livello europeo, l’accordo tra Italia e Libia firmato dal ministro dell’Interno Marco Minniti. “L’Ue sta lavorando ad una gestione globale dei flussi migratori da e attraverso la Libia focalizzati nella lotta all’immigrazione irregolare, ai trafficanti, e per assistere i migranti in Libia e nelle comunità ospitate nel vicinato”, ha detto il portavoce della Commissione Ue Natasha Bertaud per le Migrazioni, spiegando che in Libia sono già in corso dei programmi: sono 20 i milioni versati a questo scopo e ne sono stati stanziati altri 25, oltre alla missione EunavForMed.