Calci e pugni. E poi colpi dritti alla testa e al viso. Con caschi, cinture e catene. Infine le coltellate. Un pestaggio in stile squadrista senza un apparente motivo. Una gigantesca rissa immortalata in presa diretta dalle telecamere di Piazza Cavour, di fronte all’ingresso principale del palazzo della Corte di Cassazione, nel centro di Roma. A terra rimane un ragazzino di 16 anni, che se la caverà con una prognosi di 30 giorni, mentre intorno c’è il fuggi fuggi. E’ il 14 ottobre scorso, dopo tre mesi di indagini i carabinieri della compagnia San Pietro e gli agenti della Digos hanno arrestato i sette presunti autori dell’aggressione. Sono tutti accusati di concorso in tentato omicidio pluriaggravato, aggravato da futili motivi. E appartengono tutti alla sezione del movimento di estrema destra “Fronte della Gioventù” di via Ottaviano. Tre di loro sono minorenni, adesso si trovano in comunità. I quattro maggiorenni (tre diciottenni e un ventunenne residenti nelle zone centrali della Capitale) si trovano ai domiciliari.

Il lavoro degli investigatori si è concentrato sulle numerose testimonianze e sull’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza che hanno consentito di ricostruire i fatti e di identificare i responsabili dell’aggressione. Dalle intercettazioni telefoniche negli ambienti dell’estrema destra capitolina è emersa l’appartenenza politica dei sette e la centralità di Piazza Cavour come luogo di ritrovo di molti gruppi di ragazzi spesso con idee politiche diverse, dove basta uno scherzo, uno sguardo o una frase di troppo per far scatenare la violenza andata in scena il 14 ottobre.

Agli arresti si è arrivati anche grazie alle intercettazioni telefoniche negli ambienti dell’estrema destra capitolina. La Digos ha scoperto che alcuni degli aggressori facevano parte del “Fronte della Gioventù”, la cui sede si trova nella vicina via Ottaviano. E’ iniziata così una collaborazione sinergica tra polizia e carabinieri che, coordinati dalla procura della Repubblica di Roma, sono giunti alla completa identificazione dei responsabili dell’aggressione del 16enne. A seguito della richiesta del pubblico ministero del pool antiterrorismo della procura della Repubblica di Roma e di quello della procura per i minori, i rispettivi gip hanno emesso le sette ordinanze di custodia cautelare.