Vittorio Galgani e Giovanni Gaviraghi, ex presidente ed ex amministratore delegato di Siena Biotech, sono indagati dalla Procura di Siena con l’accusa di bancarotta fraudolenta per distrazione. La società strumentale della Fondazione Mps, che si occupava di ricerca, è stata messa in liquidazione nel dicembre del 2014 ed è fallita nell’aprile del 2015. Al centro dell’inchiesta c’è il contratto di affitto e poi di acquisto del centro ricerche a Siena.

L’immobile di proprietà della Sansedoni, società immobiliare partecipata dalla Fondazione Mps, era stato dato nel 2008 in affitto con riscatto a Siena Biotech. Il riscatto, e quindi anche l’acquisto da parte della società di ricerca, è avvenuto nel 2010 al prezzo di 24,5 milioni senza che fossero detratti i canoni di affitto già pagati, come previsto da contratto, per un ammontare complessivo di 4 milioni e 250mila euro in circa due anni.

Secondo la magistratura ci sarebbe stato quindi un arricchimento indebito della Sansedoni ai danni di Siena Biotech e tale operazione avrebbe contribuito al fallimento della società di ricerca. Proprio dalle carte della procedura fallimentare sarebbe stata avviata l’indagine. All’ex presidente e all’ex numero uno di Siena Biotech non sono contestati i reati di arricchimento personale.