La Regione Lazio ha smentito l’ipotesi di morte per meningite meningococcica. Perché ad uccidere la maestra della terza elementare dell’istituto comprensivo Battisti della Garbatella, a Roma, è stata “una forma dovuta al batterio escherichia coli senza rischio di trasmissione diretta da persona a persona”. Niente possibile contagio dunque per i suoi allievi e per gli alunni della scuola, tutti già sottoposti alla profilassi. Ma per i genitori, che sono stati avvertiti della morte dell’insegnante da una mail della Asl RmC inviata il 27 dicembre, la paura è tanta. “Cerchiamo di rimanere calmi”, ha detto Laura, mamma di Matteo (nomi di fantasia), prima del comunicato della Regione. “Mio figlio è vaccinato contro la meningite ma dovrà fare la profilassi come tutti gli altri”, ha continuato Laura che, dopo averne parlato con il pediatra, ha scelto la profilassi insieme al marito.

Viene descritta nella mail spedita dalla asl ai genitori: una compressa di Ciprofloxacina 500 mg per gli adulti, una sola volta, e una compressa di Rifampicina 600 mg, due volte al dì per due giorni, per i bambini della classe. Il messaggio è corso veloce attraverso il passaparola e sulle chat delle classi dei genitori, e arrivato a tanti che vivono queste ore con il fiato sospeso. La scuola è frequentata da 450 bambini e nel periodo che ha preceduto le feste di Natale, quando alcune maestre sono rimaste a casa per malanni di stagione, i bimbi sono stati, in più occasioni, smistati in altre classi. Poi ci sono state recite e feste durante le quali la scuola è stata frequentata anche dai familiari degli alunni, e in tanti si sono trovati a contatto, anche se per poco tempo, con la maestra nei giorni precedenti al ricovero.

Alcuni nella notte, quando si è diffusa la notizia della morte della maestra e della mail che la Asl aveva mandato ai genitori della classe interessata, si sono presentati al pronto soccorso: volevano informazioni e, in alcuni casi, erano preoccupati perché i loro figli avevano la febbre, in questi giorni gira un’influenza che ha messo a letto tante persone, nel quartiere della Garbatella come altrove.