Dopo settimane di discussioni sul problema delle bufale e della loro diffusione sui social media, Facebook ha deciso di passare all’azione e ha varato una strategia per risolvere il problema delle “fake news”. Tutto era cominciato in occasione delle ultime elezioni americane, quando il social network aveva ricevuto molte critiche riguardo all’incapacità di gestire le notizie false che appaiono sul suo News Feed, un vero e proprio strumento di informazione utilizzato oramai da circa un miliardo di utenti ogni giorno. Alcuni avevano addirittura accusato Facebook di avere contribuito alla vittoria di Donald Trump. Accuse immediatamente respinte da Mark Zuckerberg che le aveve giudicate “folli”.

Per spegnere definitivamente le insinuazioni, con un post sul blog dell’azienda, Adam Mosserivice presidente dell’azienda e responsabile del News Feed – ha annunciato che sarà avviata una collaborazione con siti come Snopes, Abc News e Factcheck.org per controllare la veridicità delle notizie. “Crediamo che sia fondamentale dare voce alle persone e che non possiamo essere noi gli arbitri della verità. Ci occuperemo di questo problema con attenzione”, ha scritto lo stesso Mosseri.

L’idea è quella di implementare un bottone attraverso il quale gli utenti possano segnalare le notizie false. Successivamente gli articoli saranno inviati alle organizzazioni di fact-checking che, secondo metodi e criteri definiti dall’International Fact-Checking Network fact-checkers’ code of principles di Poynter, sceglieranno se contrassegnare la news come “dubbie” o meno: nel primo caso, un link spiegherà i motivi della decisione. Le notizie contestate potrebbero comparire più in basso nel News Feed, senza che siano tuttavia eliminate. “Per noi è importante che le storie che leggete su Facebook siano autentiche e ricche di significato. Siamo contenti di questo progresso, ma sappiamo che ci sono ancora tante cose da fare. Continueremo a lavorare a questo problema finché non lo avremo risolto”, conclude Adam Mosseri.

Nonostante Zuckerberg abbia più volte ribadito che Facebook non sia una “media company”, con questa presa di posizione ha di fatto introdotto una sorta di filtro editoriale – regolato da organizzazioni terze – alle notizie, che in ogni caso non saranno mai cancellate. Proprio in questi giorni, inoltre, l’azienda sta cercando una nuova e importante figura professionale che svolga compiti legati all’ecosistema dell’informazione: l’obiettivo, probabilmente, è quello di trasformare il social network in una fonte di informazione sempre più affidabile.