La Fifa vuole rivoluzionare i Mondiali di calcio, eliminando i pareggi nelle partite della fase a gironi (in caso di parità si andrà ai rigori) e aumentando da 32 a 48 il numero delle nazionali qualificate. L’ipotesi del nuovo format arriva dal presidente Gianni Infantino, eletto il 26 febbraio scorso, che già l’8 dicembre era intervenuto in occasione di un summit Fifa a Singapore, quando ha annunciato di voler radicalmente cambiare uno degli eventi sportivi più seguiti a livello planetario. Il leader del massimo organismo internazionale del pallone ha sottolineato che la modifica non significherebbe un torneo più esteso nel tempo o più stadi destinati ad ospitare le partite.

Se verrà approvato dal Consiglio della Fifa, che si riunirà il 9 e 10 gennaio 2017, a partire dall’edizione del 2026 ci saranno 80 partite e le quarantotto squadre saranno divise in 16 gironi da 3 nazionali ciascuno. Nei primi 12 giorni della competizione si giocheranno le partite dei gironi, poi dai sedicesimi si andrà avanti ad eliminazione diretta. Con la cancellazione dei pareggi, la differenza reti conterà molto meno con l’obiettivo di eliminare accordi sotto banco e partite senza interesse. I “biscotti” che in passato hanno punito anche l’Italia come nell’Europeo del 2004 con il celeberrimo 2-2 tra Danimarca e Svezia.

“L’unica cosa che posso dire molto chiaramente è che tutti gli eventuali nuovi format possono essere riprodotti nello stesso numero di giorni di quello attuale, 32, con lo stesso numero di stadi, 12“, ha spiegato il successore di Blatter. Per il dirigente svizzero di origini italiane, inoltre, “le due squadre qualificate per la finale giocherebbero comunque sette partite”. Per Infantino “non ci sarebbe alcun aspetto negativo per le nazionali perché il calendario non ne sarebbe influenzato ma ci sarebbe grande vantaggio per il movimento del calcio perché permetterebbe a 16 squadre in più di partecipare ai Mondiali”. Ad essere premiate sarebbero soprattutto le confederazioni minori, come ad esempio quella dell’Africa, ma anche l’Europa guadagnerebbe tre posti passando da 13 a 16, scrive Panorama.